Toscana: Aou Pisa, giubbotto salvacuore protegge da morte improvvisa
Toscana: Aou Pisa, giubbotto salvacuore protegge da morte improvvisa
Da fine 2010 utilizzato in 9 pazienti

Pisa, 12 gen. (Adnkronos Salute) - E' simile a un giubbotto antiproiettile come quelli che indossano le forze dell'ordine, e anche lo scopo lo stesso: proteggere il cuore. Non dai colpi d'arma da fuoco, per, bens da aritmie, fibrillazioni ventricolari o arresti cardiaci che possono causare morte improvvisa. Il dispositivo costa 50 mila euro ed in dotazione in pochi centri italiani, sottolinea l'Azienda ospedaliera universitaria pisana che lo impiega da fine 2010. I giubbotti salvacuore a servizio dell'Aoup sono 2, e ad oggi il dispositivo stato utilizzato con buoni risultati su 9 pazienti alcuni dei quali provenienti da altre regioni, riferisce l'azienda in una nota.

Si tratta di un sistema di defibrillazione esterna che il paziente pu indossare 24 ore su 24. E' dotato di piastre 'indossabili' attraverso un corsetto, collegato con un defibrillatore vero e proprio di dimensioni contenute (del peso di circa 1 kg) che si indossa a tracolla come un Holter. Il giubbotto viene utilizzato in tutte quelle situazioni transitorie in cui non possibile, o non raccomandato, impiantare un dispositivo definitivo sottocutaneo. E' il caso ad esempio di pazienti che hanno subito un evento cardiaco acuto come un infarto, in cui indicato un monitoraggio di circa 2 mesi in attesa di un eventuale impianto. Un'ulteriore indicazione riguarda i pazienti che hanno subito una rimozione dei device precedentemente impiantati. Il vantaggio del giubbotto, nei pazienti giovani che hanno effettuato una rimozione di device, anche di tipo estetico. Grazie alla fase transitoria, infatti, si permette alla cicatrice di guarire e quindi di intervenire la seconda volta sullo stesso lato da cui stato rimosso. Ci preserva il corpo da una doppia cicatrice.

L'utilizzo richiede un semplice addestramento e una programmazione ad personam che dura all'incirca 20 minuti all'atto della dimissione del paziente. Il giubbotto non richiede particolari abilit nella gestione da parte del portatore, poich il funzionamento automatico. Va indossato sempre, anche di notte (si toglie solo sotto la doccia), e monitora costantemente il ritmo cardiaco del paziente, riconoscendo le aritmie potenzialmente fatali secondo algoritmi che sono in grado di stabilire quando necessario intervenire con una scarica defibrillatrice. I cardiologi del reparto possono monitorare l'andamento di ogni singolo paziente dal computer, grazie alla possibilit del sistema di scaricare i dati immagazzinati su un server accessibile dall'ospedale. La casistica mondiale registra oltre 3 mila casi di pazienti che hanno indossato il giubbotto, con un'aderenza alla terapia superiore al 90% e un'efficacia del primo shock erogato prossima al 100%.

(Red/Adnkronos Salute)