Staminali: impianto cellule embrionali nella retina, primi test sull'uomo
Staminali: impianto cellule embrionali nella retina, primi test sull'uomo
Risultati preliminari su due pazienti, metodo sicuro

Roma, 23 gen. (Adnkronos Salute) - A 13 anni dalla scoperta delle cellule staminali embrionali umane, sono promettenti i risultati del primo trial al mondo sull'uomo condotto con queste 'cellule bambine' per curare le malattie degli occhi. I dati, ancora preliminari, indicano infatti che il metodo sicuro. A riferirlo sono i ricercatori dell'americana Advanced Cell Technology diretti da Robert Lanza, che spiegano su 'Lancet' come i primi due pazienti che hanno ricevuto gli impianti retinici quattro mesi fa stanno procedendo bene.

Trial relativi alla stessa tecnica sono iniziati anche al Moorfields Eye Hospital di Londra. Ma gli esperti avvertono che passeranno ancora anni prima che questi trattamenti siano testati e dichiarati sicuri ed efficaci. Al momento l'obiettivo di questi primi studi quello di stabilire la sicurezza del trattamento. Il metodo consiste nel prelievo di cellule sane immature da un embrione umano, queste vengono poi manipolate e spinte a formare le cellule che rivestono la parte posteriore dell'occhio, la retina.

Gli esperti sperano, iniettando queste cellule in un occhio malato, di restituire la vista alle persone affette da condizioni attualmente incurabili come il morbo di Stargardt, una delle principali cause di cecit nei giovani. Advanced Cell Technology, insieme con il Jules Stein Eye Institute dell'University of California, sta descrivendo le prime esperienze nei pazienti. Lo studio ha coinvolto un anziano di 70 anni con degenerazione maculare senile e una donna di 50 anni con la malattia di Stargardt. Entrambi avevano una capacit visiva molto scarsa, ed erano classificati come ciechi. A ogni paziente sono state iniettate 50.000 cellule dell'epitelio pigmentato retinico in un occhio. I test hanno confermato che le cellule si erano attaccate alla membrana dell'occhio, come sperato. Inoltre la procedura risultata sicura: non provoca segni di rigetto o crescita di cellule anomale. (segue)

(Mal/Adnkronos Salute)