Emilia R.: Ausl Forli', al via congresso regionale Acoi su paziente fragile
Emilia R.: Ausl Forli', al via congresso regionale Acoi su paziente fragile

Forl, 20 dic. (Adnkronos Salute) - Operare sempre e comunque, oppure preferire altri tipi di trattamento, cercando di privilegiare la qualit della vita del paziente e assicurargli la minor sofferenza possibile. Il congresso regionale Acoi-Associazione chirurghi ospedalieri italiani Emilia-Romagna approda per la prima volta a Forl e s'interroga su questioni di stringente attualit, che attengono tanto la sfera sanitaria quanto quella etica. E' per questo che domani, dalle 8.30 all'ospedale 'Morgagni-Pierantoni', interverranno attorno al tema 'Approccio chirurgico al paziente fragile: limite fra selezione e discriminazione' molti professionisti.

L'obiettivo - spiega una nota dell'Ausl di Forl - arrivare, districandosi fra etica e clinica, a offrire a ciascun paziente, a seconda delle sue condizioni, la soluzione in grado di garantire meno dolore possibile e miglior qualit della vita, senza cadere nell'accanimento terapeutico. "Al giorno d'oggi, si nutrono grandi aspettative nella medicina: in virt dei recenti progressi tecnologici, l'operazione considerata sinonimo di guarigione - spiega Alberto Zaccaroni, direttore dell'Unit operativa di chirurgia endocrina dell'Ausl di Forl e presidente, insieme a Giampiero Ucchino, dell'Unit operativa di chirurgia B dell'ospedale Maggiore di Bologna, del convegno - In realt, l'intervento chirurgico, anche tecnicamente perfetto, non garantisce affatto questi esiti, anzi, nel caso del paziente fragile, pu addirittura causare un peggioramento delle condizioni".

Uno dei principali dilemmi con cui attualmente si confrontano i chirurghi riguarda proprio quando, come e se operare i pazienti con caratteristiche di fragilit, valutate mediante scale specifiche. "Alla fragilit come condizione fisica, si associa in questo momento storico anche una fragilit economica - prosegue Zaccaroni - Molte famiglie, infatti, si trovano in grande difficolt nel gestire un parente in case di riposo o case della salute, dove di solito il paziente viene trasferito dopo l'intervento chirurgico. Per di pi, spesso non si registrano sensibili vantaggi in termini di sopravvivenza rispetto a un normale decorso della malattia, anzi, si rischia solo di privare la persona della vicinanza dei propri congiunti".

(Com-Sav/Adnkronos Salute)