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Libano: giovani si ribellano a confessionalismo, ma serve terza via politica

ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 13:12

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(Aki) - Semi delle rivolte in Medio Oriente e Nord Africa arrivano in Libano, dove nel mirino non c'e' un regime autoritario ma un sistema confessionale (di divisione del potere tra 18 comunita' religiose), eredita' politica del periodo ottomano rafforzata poi dal colonialismo francese, che blocca tra l'altro una possibile mobilitazione nazionale. In Libano, come e' stato nel caso delle rivolte in Tunisia ed Egitto, al centro delle iniziative ci sono i giovani, che hanno organizzato in questi giorni sit-in e mobilitazioni nelle varie universita' e una manifestazione domenica scorsa a Beirut a cui, secondo i dati forniti dalla televisione libanese 'al-Jadid', avrebbero partecipato circa quattromila persone in un Paese che conta quattro milioni di abitanti.

Tuttavia, secondo Fawaz Trabulsi, docente di Storia all'American University di Beirut (Aub), ''la vera rivoluzione in Libano sara' quella per creare una terza via tra le coalizioni del 14 e dell'8 marzo, che attualmente polarizzano la scena politica libanese''. In un'intervista ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL, Trabulsi spiega che ''questa terza via dovra' cercare di trovare soluzioni concrete ai problemi economici e sociali dei libanesi che da anni ormai non vengono presi in considerazione dai vari esponenti politici''.

I giovani, intanto, chiedono ''la caduta del regime settario che da anni ci impedisce di essere dei veri cittadini e di avere dei diritti a prescindere dalla nostra appartenenza confessionale'', come afferma uno degli organizzatori della manifestazione di domenica ad AKI. ''Se in Libia, in Egitto, in Tunisia il tiranno e' uno solo, qui in Libano ne abbiamo 18 (tante sono le comunita' religiose nel Paese, tutte rappresentate in Parlamento, ndr.) e per questo invitiamo i giovani a ribellarsi contro le strutture politiche comunitarie, contro le famiglie politiche che da anni governano il Paese'', dice Khalil, responsabile del Partito Comunista Libanese all'Aub. (segue)


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