Alcol: consumi fra teenager Italia, bevono 18% a 14-17 anni e 12% a 11-15

ultimo aggiornamento: 10 ottobre, ore 16:06
Sono i dati, preoccupanti, del Report dell'Istat sull'"Uso e l'abuso di alcol in Italia nel 2011", a evidenziare la diffusione del fenomeno


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Roma, 10 ott. (Adnkronos Salute) - Giovanissimi italiani gi con il bicchiere in mano. Fra i minorenni in continuo aumento il consumo di alcol: la quota di 14-17enni che bevono fuori pasto passata dal 15,5% del 2001 al 18,8% del 2011. Non solo. Fra gli 11-15enni, che dovrebbero essere completamente astemi, si arriva all'11,9%. Sono i dati, preoccupanti, del Report dell'Istat sull'"Uso e l'abuso di alcol in Italia nel 2011", a evidenziare la diffusione del fenomeno. Comportamenti a rischio dilaganti fra ragazzini e adolescenti, a cui si punta a porre un freno con il divieto di vendita di alcolici agli 'under 18', inserito nel decreto Balduzzi con un emendamento approvato in Commissione Affari sociali della Camera.

Si tratta di "comportamenti gravi, anche perch pongono le basi per possibili consumi non moderati nel corso della vita", sottolinea il Report dell'Istat. Analoga preoccupazione viene espressa dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, nella Relazione presentata al Parlamento nel dicembre 2011, l'ultima in materia. "Il decennio 2000-2010 ha visto in particolare - si legge nella Relazione - la crescita fra i giovani e i giovani adulti dell’abitudine al consumo, oltre che di vino e birra, anche di superalcolici, aperitivi e amari, che implicano spesso consumi lontano dai pasti e con frequenza occasionale".

In particolare, "il consumo fuori pasto si radicato tra i pi giovani e i giovanissimi: nella fascia di et 18-24 anni i consumatori fuori pasto sono passati dal 33,7% al 41,9% e tra i giovanissimi di 14-17 anni dal 14,5% al 16,9%. Tra le ragazze di quest’et, nell’ultimo, quindicennio la quota di consumatrici fuori pasto si quasi triplicata". C’ inoltre "una rilevante quota di giovani al di sotto dei 16 anni, 220.000 maschi e 170.000 femmine, per i quali rigorosamente raccomandata la totale astensione dal bere, che contravvengono alle indicazioni di salute relative alla loro et e consumano bevande alcoliche esponendosi a un grave rischio di danni alcolcorrelati".

Da monitorare "attentamente - secondo l'ultima relazione del ministro della Salute al Parlamento sul consumo di alcolici in Italia - anche l’evoluzione del bere femminile, che resta ancora un comportamento molto meno diffuso di quello maschile, ma che gi nella fascia di et al di sotto dei 16 anni presenta percentuali di consumi a rischio, analoghe a quelle riscontrate tra i maschi".

Negli ultimi 15 anni, infatti, "c’ stato un impressionante aumento del consumo fuori pasto tra le giovanissime bevitrici di 14-17 anni, passate dal 6% del 1995 al 14,6% del 2010". Parallelamente, oltre al dilagare del 'binge drinking' (bere fino a ubriacarsi), "nell’ultimo decennio aumentato significativamente tra le donne anche il consumo di bevande tradizionalmente maschili come la birra e gli aperitivi alcolici".

"I comportamenti dei giovani - scriveva Balduzzi nella Relazione - richiedono una particolare attenzione e devono essere attentamente monitorati, in quanto possono comportare conseguenze molto gravi sia sul piano sanitario, determinando anche condizioni patologiche estreme quali l’intossicazione acuta alcolica e l’alcoldipendenza, sia su quello psico-sociale, con assenze scolastiche, peggioramento delle prestazioni, aggressivit, violenza, deterioramento delle relazioni sociali, influenze negative sullo sviluppo cognitivo ed emotivo". Per i pi giovani i rischi derivano "soprattutto dal consumo fuori pasto e dal binge drinking, in costante aumento dal 2003 gi a partire dagli 11 anni d'et, sia fra i maschi che tra le femmine".


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