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Per il lavoro di squadra nella sanità serve definire il ruolo del medico nel Ssn

ultimo aggiornamento: 27 giugno, ore 15:33
A chiederlo è Franco Vimercati, presidente della Federazione e delle Societa' medico-scientifiche italiane (Fism), che lancia un auspicio: la sanità del futuro "deve tornare al rispetto del rapporto medico-paziente".


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Roma, 27 giu. (Adnkronos Salute) - "Il lavoro in sanita' deve essere certamente un lavoro di squadra, ma vale la pena ricordare che la squadra funziona e vince se ogni giocatore mantiene la sua posizione e il suo ruolo, basato sulle reali competenze e abilita' professionali di tutti. Per questi motivi chiediamo che prima di ogni altro tavolo organizzativo venga formalizzato un gruppo di lavoro cui assegnare il compito di definire ruolo strategico dell'attivita' medica nell'ambito del sistema sanitario nazionale".

A chiederlo e' Franco Vimercati, presidente della Federazione e delle Societa' medico-scientifiche italiane (Fism), che lancia un auspicio: la sanita' del futuro "deve tornare al rispetto del rapporto medico-paziente". Secondo Vimercati, infatti, "la continua ricerca di forme di assistenza apparentemente piu' efficienti dal punto di vista economico, ma che non poggiano sulla centralita' del rapporto medico-paziente, puo' generare incertezza nei pazienti con conseguente ricorso ad ulteriori richieste/prestazioni spesso non giustificate o, se giustificate, comunque onerose per il sistema sanitario in quanto inutili duplicazioni. Questo, unitamente al dato meramente anagrafico che oggi colloca oltre i 50 anni quasi il 70% dei medici in servizio, contribuisce in prospettiva alla 'de-medicalizzazione' del 21esimo secolo nel nostro Paese".

Il rischio, per il presidente della Fism, e' che si profili all'orizzonte uno scenario a tinte fosche: "In assoluta controtendenza rispetto a molte altre nazioni europee - spiega - in Italia si continua a ridurre il numero dei medici e degli specialisti in formazione, si favoriscono gli esodi, si tenta di accreditare e favorire le 'nuove professioni' attraverso manifestazioni e convegni che hanno come principale effetto la propaganda piu' che la proposta, la verifica e le analisi delle conseguenti ricadute sulla qualita' effettiva della assistenza". Vimercati, pur convinto che il sistema sanitario "necessita sempre piu' di varie figure professionali", resta dell'idea che "non vi possa essere una moderna medicina senza medici e ogni processo alternativo che non salvaguardi il rapporto medico-paziente si tradurra' in pesanti rischi per la salute del cittadino e ingiustificata amplificazione della spesa sanitaria, ancor piu' inaccettabile nel delicato momento congiunturale che il Paese attraversa".


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