Psichiatria: Fagioli, Breivik schizofrenico paranoide

ultimo aggiornamento: 27 luglio, ore 16:01

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Roma, 27 lug. (Adnkronos Salute) - "In Breivik c' un'onnipotenza di anaffettivit. Queste persone non hanno rapporto interumano. Ad armarli la perdita di ogni rapporto con la realt umana. Vedono soltanto il male assoluto. E' l'estremismo della ragione, questo radicalismo razionale che finisce nel fascismo nazismo". Ad affermarlo Massimo Fagioli, lo psichiatra 'guru' dell'analisi collettiva, in un'intervista al settimanale 'Left' in edicola venerd 29 luglio.

L'esperto individua gli aspetti patologici della personalit di Anders Behiring Breivik, autore della strage in Norvegia, e indaga le matrici ideologiche del gesto. "Sono convinto, vista tutta la preparazione, che questa sia schizofrenia paranoide - spiega Fagioli - c' il delirio assurdo, mostruoso fuori da ogni realt. A differenza della sindrome paranoicale, qui c' la percezione delirante, per cui d'improvviso in un'altra persona si vede Satana". Per Fagioli la culla di questa violenza fredda da cercare nella cultura di destra.

"Non bisogna dimenticare che il nazismo nazionalsocialismo - avverte l'esperto - cio spesso questi movimenti hanno una matrice popolare, di sinistra. Poi diventano delle dittature: lucide, fredde, pazze, come quelle di Hitler. E questa percezione delirante arriva alle conseguenze di eliminare il primo diverso, gli ebrei. Poi il secondo diverso, gli zingari. Di seguito il terzo diverso, i comunisti. Fino - chiosa - all'eliminazione di tutta l'umanit per restare da soli".

"Alla base c' il fondamentalismo cristiano, quello che storicamente parte da Paolo di Tarso", sottolinea Fagioli. In conclusione del suo intervento lo psichiatra d una definizione storica di schizofrenia paranoide: " una logica nettissimamente nazista, che passa per Spinoza, Hegel, Heidegger, Binswanger. Tutto quel filone di pensiero - conclude - per cui, banalizzando, si arriva a teorizzare che i malati di mente sono incurabili, quindi si possono ammazzare tutti, mezzo milione, cos facciamo del bene alla nazione e a loro stessi".


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