Salute: rumore non danneggia solo l'udito, sale pressione e cala libido

ultimo aggiornamento: 19 novembre, ore 17:32

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Roma, 19 nov. (Adnkronos Salute) - Tv troppo alta, frastuono del trapano o colpi di martello, motori di auto e aerei, ma anche musica troppo alta nell'iPod. I rumori cittadini possono provocare non solo stordimento, mal di testa e problemi all'udito, ma anche altri effetti importanti, e spesso insospettati, su altre parte del nostro organismo. Quando eccessivo, infatti, il rumore "provoca un aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dell'attivit di tiroide". Ma anche "una riduzione della libido e della fertilit", l'aumento della frequenza respiratoria e dell'insorgenza di ulcere peptiche e duodenali. A indagare sugli effetti, uditivi e non, del rumore un articolo pubblicato su 'Prevention and Research' e firmato da Simone De Sio del Dipartimento di Medicina legale, Unit di Medicina del lavoro della Sapienza di Roma, diretta da Francesco Tomei, e da colleghi dello stesso ateneo.

"Il rumore - ricordano gli studiosi - viene definito come suono sgradevole ed uno tra gli agenti fisici pi diffusi, sia in ambito lavorativo che extra lavorativo. Provoca una serie di alterazioni a carico delle strutture neuro-sensoriali dell'orecchio interno e pu creare danni anche ad altri organi ed apparati, interferendo con l'omeostasi dell'organismo e rappresentando uno dei principali componenti dell’inquinamento ambientale". A livello psicologico pu causare "depressione, ansia, aumento dell’aggressivit, disturbi del sonno, senso di fastidio, stress e modificazioni in senso peggiorativo delle capacit cognitive". Oltre a eccitabilit, mal di testa, fatica mentale. "Il rumore senza dubbio uno degli agenti fisici pi diffusi sia in ambito lavorativo che extra lavorativo: per avere un'idea degli effetti, "il tic-tac di un orologio, mediamente, ha un'intensit di 20 dB; un concerto rock e alcune attivit lavorative possono superare i 100 dB; un aereo al momento del decollo supera i 120 dB e, quindi, la soglia del dolore".

Non soltanto l'intensit a determinare eventuali danni alla salute, ma anche la durata dell'esposizione al rumore e la sua frequenza. Nel caso di esposizione acuta a livelli di rumore intensi e di breve durata, come le esplosioni, "i sintomi possono essere: dolore acuto, senso di stordimento, vertigini e ipoacusia di vario grado; all'esame audiometrico - spiegano gli autori - si pu evidenziare un deficit della funzione uditiva che pu essere temporaneo o permanente". Nel caso di esposizione prolungata, i sintomi possono essere suddivisi in 4 fasi: sensazione di 'orecchio pieno' e di stordimento; deficit uditivo irreversibile pur in assenza di sintomi; deficit uditivo conclamato e, infine, deficit uditivo generalizzato.

La buona notizia che " possibile intervenire promuovendo un'azione di protezione acustica", cio fornendo opportuni dispositivi di protezione individuale e portando avanti "un'opera di formazione e informazione della popolazione sui possibili rischi da rumore", raccomandano gli autori. Ad esempio, suggeriscono, negli ambienti di lavoro buona norma:

1) Evitare cause di rumorosit (ove non sia possibile predisporre silenziatori, rivestimenti fonoassorbenti etc.);

2) Stabilire una razionale collocazione delle macchine;

3) Isolare lavorazioni particolarmente rumorose;

4) Isolare le strutture portanti (pavimenti o pareti);

5) Insonorizzare i reparti rumorosi mediante materiale fonoassorbente;

6) Isolare l'operatore, se necessario, in una cabina insonorizzata e tecnicamente adeguata;

7) Intervenire sull'organizzazione del lavoro (rispettare i tempi di esposizione, le pause e l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale);

8) Sostituire eventuali parti danneggiate di macchine, attrezzi o impianti;

9) Aumentare la frequenza e l'accuratezza della manutenzione e della lubrificazione delle attrezzature;

10) Fornire opportuna segnaletica nelle zone a rischio;

11) Effettuare una corretta opera di formazione ed informazione dei lavoratori sui rischi e le tecniche da seguire per evitare danni.


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