Sesso: allarme pediatri, piu' di 1 teenager su 2 lo cerca e lo 'fa' online

ultimo aggiornamento: 18 settembre, ore 17:38

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Milano, 18 set. (Adnkronos Salute) - E' Internet la 'palestra sessuale' dei nativi digitali. Pi della met degli adolescenti italiani si affolla in Rete non solo per soddisfare le prime curiosit intime, ma anche per allenarsi a sedurre mostrandosi senza veli o in pose ammiccanti. A lanciare l'allarme sul boom del 'sexting' e della caccia ai siti hard sono i pediatri della Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia), in vista del loro secondo Congresso nazionale in programma il 21 e il 22 settembre a Baveno, in provincia di Verbania. "Il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle femmine ricorre al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner", avverte il sessuologo Maurizio Bini, direttore del Centro riproduzione e del Centro dell'Osservatorio nazionale sull'identit di genere (Onig) dell'ospedale Niguarda di Milano. Fra ragazzi e ragazze, dunque, si parla di pi di un teenager su due. "Un dato che colpisce e che molto spesso i genitori sottovalutano".

Anche sul rapporto tra i nuovi adolescenti e il sesso si confronteranno venerd e sabato i pediatri di famiglia. Un tema quanto mai attuale, sottolinea Bini, perch "l'anticipo dei tempi di maturazione fisica e il ritardo di acquisizione del senso di autonomia e responsabilit hanno prolungato la fascia temporale dell'adolescenza. Se fino a poco tempo fa si stimava nel 60% la percentuale di giovani che praticavano la prima sessualit di coppia in et adolescenziale, questo valore ha subito significativi incrementi. Inoltre - aggiunge il sessuologo - la rivoluzione informatica ha complicato le cose perch ha consentito nuovi percorsi, spesso incomprensibili per le generazioni precedenti, per la soddisfazione sessuale individuale".

E cos, notano i pediatri, "emergono prepotentemente fenomeni come il sexting, un neologismo che indica l'invio di immagini sessualmente esplicite o di testi inerenti al sesso attraverso i mezzi informatici". Si tratta di "una pratica che segue un suo rituale ben preciso: il fotografarsi nudi o in pose provocanti, il farlo ovviamente di nascosto dai genitori, l'inviare le immagini per mms o e-mail", spiega Bini. "Secondo una recente indagine, il 20% degli adolescenti ha inviato queste immagini e il 40% le ha ricevute. Il che significa che non esiste solo il sexting attivo, ma anche quello passivo, non voluto, ma ugualmente rischioso per lo sviluppo dell'identit sessuale del giovane. Inoltre, il 25% degli adolescenti che pratica sexting invia le proprie immagini non solo al partner o all'amico o amica in cui ripone piena fiducia, ma a pi persone". Esponendosi cos a seri pericoli, senza difese nella piazza virtuale.

Un altro fenomeno in crescita tra i giovanissimi la ricerca di materiale sessualmente esplicito sul web. "Esistono circa 2 miliardi di siti pornografici", osserva Bini. "Una possibilit di scelta infinita di immagini, che pu provocare nel giovane evidenti ripercussioni sulla sessualit e in particolare sul rapporto di fedelt al partner. Infatti, proprio per quest'ampia disponibilit, diversamente da quanto avveniva ai nostri tempi - analizza il sessuologo milanese - si crea un rapporto con le immagini e l'immaginazione instabile: non si fedeli al partner 'fantasma', lo si sar probabilmente meno anche con il partner reale".

"Quanti genitori hanno una seppur minima idea di tutto ci?", chiede Rinaldo Missaglia, presidente Simpef. "Quanti possono avere bisogno di un professionista competente, preparato, capace di assisterli, anche da un punto di vista medico, ad affrontare questa fase della vita dei propri figli? Come tutto questo incide sul nostro ruolo? Sono quesiti a cui una pediatria di famiglia moderno deve prepararsi a rispondere ed la ragione per cui abbiamo dedicato al tema un ruolo di primo piano nel nostro congresso".

"La sessualit nell'adolescente, la comparsa del diabete di tipo 2 nei giovani, il rischio cardiovascolare in et pediatrica, il disturbo mentale in et evolutiva saranno i temi clinici che affronteremo a Baveno", elenca Claudio Frattini, responsabile del Dipartimento formazione permanente Simpef. Fra gli argomenti di politica sanitaria, ci saranno invece "la nascita di un Prontuario di farmaci essenziali in pediatria, le prestazioni di particolare impegno professionale, il nuovo Piano vaccinale nazionale, la farmacovigilanza in pediatria".


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