Terremoto: da Mirandola 60% prodotti per dialisi, nefrologi mobilitati

ultimo aggiornamento: 14 giugno, ore 18:33

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Milano, 14 giu. (Adnkronos Salute) - Mobilitazione di massa dei nefrologi italiani per salvare Mirandola, patria della dialisi. Il Comune in provincia di Modena, fra i pi colpiti da un'emergenza terremoto che sembra senza fine, la capitale nazionale del trattamento 'depura-sangue' che permette alle persone con insufficienza renale di sopravvivere. Circa il 60% di tutto il materiale indispensabile ai 42 mila connazionali che 3 volte a settimana devono sottoporsi a dialisi viene prodotto proprio nel distretto mirandolese, da dove gi nelle prime ore dall'inizio del sisma arrivato l'allarme delle aziende: produzione bloccata, forniture a rischio. E mentre la terra d'Emilia continua a tremare, proprio oggi il ministro della Salute Renato Balduzzi visiter le strutture sanitarie dell'area incontrando operatori, sindaci della zone e rappresentanti delle imprese biomedicali.

"Fin dalle prime ore dopo il terremoto partito il monitoraggio della Societ italiana di nefrologia per garantire ai pazienti il materiale dialitico", spiega la Sin. A Mirandola, infatti, "le aziende biomedicali non solo hanno visto bloccarsi la produzione - sottolinea la presidente della societ scientifica, Rosanna Coppo, direttore di Nefrologia, dialisi e trapianto pediatrico all'ospedale Regina Margherita di Torino - ma, nell'immediato, non hanno neanche avuto accesso ai propri magazzini, dichiarati inagibili o gravemente danneggiati, per recuperare e distribuire il materiale gi prodotto e stoccato. Per valutare la gravit del problema, quindi, la Sin si attivata per calcolare l'ammontare delle scorte di prodotti dialitici esistenti in tutte le farmacie ospedaliere italiane".

Per fronteggiare l'emergenza si costituito un tavolo di crisi fra Sin, associazione degli imprenditori del biomedicale (Assobiomedica) e ministero della Salute. "Come prima iniziativa del tavolo - riferisce Francesco Pizzarelli, segretario del Consiglio direttivo Sin e direttore di Nefrologia all'ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze - la Sin ha lanciato un avviso a tutti i suoi soci per avere un feedback della situazione sul territorio nazionale". Un'azione tempestiva: "Nell'arco di un fine settimana ben 350 reparti di nefrologia e dialisi, uniformemente distribuiti su tutto il territorio nazionale, hanno fornito informazioni dettagliate sulle scorte di materiale dialitico presenti nei propri centri". "L'analisi tempestiva dei dati da parte di Assobiomedica ha consentito a tutte le parti coinvolte di poter costruire un primo piano di emergenza basato su dati di fatto e non supposizioni", rilevano inoltre gli specialisti della Societ italiana di nefrologia.

"La necessit di un aggiornamento costante ha imposto poi un'ulteriore azione", evidenzia Giusto Viglino, direttore del Dipartimento di nefrologia dell'Asl Cuneo 2 Alba-Bra, e responsabile del sito web della Sin. La societ scientifica ha infatti "inserito nel sito web www.sin-italy.org un'area dedicata all'emergenza, ove potessero confluire in tempo reale i dati dell'evolversi delle necessit di materiale dialitico nelle varie realt locali".

"In quest'area del sito - aggiunge l'esperto - stata anche pubblicata la versione italiana delle Raccomandazioni della Societ europea di nefrologia sulle problematiche dialitiche in caso di terremoti. Ci ne consente una rapida consultazione da parte dei nefrologi e degli enti preposti all'emergenza".


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