Tumori: Giordano, presto studio su meccanismi d'azione veleni Terra dei fuochi

ultimo aggiornamento: 15 gennaio, ore 16:19
La nuova ricerca, realizzata in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori Irccs Pascale di Napoli, riguarder anche altre regioni come la Puglia, la Calabria e la Sicilia che hanno subito negli anni i danni dell'inquinamento ambientale


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Roma, 15 gen. (Adnkronos Salute) - Un grande studio che dimostrer una volta per tutte come funzionano i meccanismi d'azione delle sostanze tossiche (l'amianto, il cloruro di vinile, il benzopirene e i metalli pesanti), frutto dello sversamento illegale dei rifiuti poi incendiati, e il loro ruolo sull'aumento del rischio oncologico della popolazione della Terra dei fuochi. "Queste sostanze si sprigionano nei roghi dei rifiuti bruciati nella Terra dei fuochi e, come dimostrato nel Libro bianco che io e Ignazio Marino pubblicammo anni fa, provocano un aumento della mortalit per alcuni tumori nei residenti dell'area di Napoli e Caserta. Ma c' ancora chi nega questo nesso di causalit e i nostri dati", afferma all'Adnkronos Salute Antonio Giordano, direttore della Sbarro Health Research Organization di Philadelphia e docente all'Universit di Siena.

"Questa nuova ricerca - aggiunge Giordano, in Italia per una serie di appuntamenti istituzionali - realizzata in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori Irccs Pascale di Napoli, non riguarder solo la Terra dei fuochi, ma anche altre regioni come la Puglia, la Calabria e la Sicilia che hanno subito negli anni i danni dell'inquinamento ambientale".

"Stiamo cercando di smontare il pregiudizio, ancora molto radicato, anche in chi lavora nella sanit pubblica - precisa Giordano - che i tumori non possono avere come fattore scatenante l'inquinamento ambientale. Secondo i negazionisti, non pu esserci un chiaro nesso di causalit tra neoplasie e roghi dei rifiuti perch nella patologia oncologica il danno al genoma multifattoriale. Noi dimostreremo - osserva il genetista - quali sono i meccanismi d'azione di ciascuna delle sostante tossiche, cos da stabilire come questi 'killer' agiscono nello sviluppo del rischio oncologico della popolazione vittima dell'inquinamento ambientale".

"Lo studio curato dalla 'Human Health Foundation Onlus' (Hhf) di Spoleto e dallo 'Sbarro Istitute' di Philapelphia (Usa), pubblicato nel 2011 sulla rivista 'Cancer Biology & Therapy', evidenziava - ricorda Giordano - che in Campania sono in aumento le morti per cancro. Il 22% in pi (+9,2% per gli uomini e +12,4% per le donne). Ma all'epoca facevano paura anche le malformazioni congenite, soprattutto urogenitali e del sistema nervoso: 82% in pi per le prime e 84% per le seconde, rispetto ai valori normali".

"Questi dati erano stati raccolti fino al 2009 e dimostravano chiaramente - sottolinea Giordano - che i decessi per tumore erano in eccesso rispetto ai dati previsti e la causa lo sversamento illegale di rifuti tossici. Parliamo di carcinomi della mammella, epatocarcinomi, tumori del colon. In questo modo - avverte - stiamo creando una fragilit genetica nella cittadinanza. La Campania - conclude - negli ultimi 30 anni stata trasformata in un laboratorio di cancerogensi a cielo aperto".


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