Tumori: 'socializzare' sogni per aiutare depressione pazienti

ultimo aggiornamento: 23 settembre, ore 17:28
E' il progetto pilota di 'social dreaming', una tecnica di lavoro di gruppo che valorizza il contributo che i sogni possono dare come aiuto alla realt sociale dei malati e degli operatori, che partir all'Istituto Regina Elena (Ire) di Roma dal 30 settembre con un gruppo di 15 persone


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Roma, 23 set. (Adnkronos Salute) - Malati, medici e volontari insieme per socializzare i sogni e combattere la depressione e l'ansia di chi colpito dalle neoplasie. E' il progetto pilota di 'social dreaming', una tecnica di lavoro di gruppo che valorizza il contributo che i sogni possono dare come aiuto alla realt sociale dei malati e degli operatori, che partir all'Istituto Regina Elena (Ire) di Roma dal 30 settembre con un gruppo di 15 persone. "L'iniziativa - spiega all'Adnkronos Salute Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo all’universit Lumsa di Roma - parte da un dato: 1 paziente oncologico su 2 soffre di depressione. Il 'social dreaming' pu aiutare chi colpito dalla malattia ad uscire da questo stato e ridargli speranza".

Ma come funziona il 'social dreaming'? "Durante il primo incontro - sottolinea Cantelmi - si parte da uno stimolo che pu essere anche un film o una lettura sul tema della malattia e poi nel secondo appuntamento ci si focalizza tutti insieme sul contenuto dei sogni. Si riflette e discute, cercando di aiutare - aggiunge - a far uscire fuori le angosce e trasformarle in nuove speranze. Un lavoro che pu contribuire ad aiutare l'umanizzazione dell'assistenza e delle cure". Il progetto stato presentato oggi all'Ire durante l'incontro dedicato alla psiconeuroncologia.

Altra novit emersa nel convegno all'Ire, e da poco introdotta nel campo dell'assistenza ai pazienti, la 'Mindfulness in oncologia', la pratica psicologica derivata dalla meditazione buddista, che consente ai malati di acquisire una consapevolezza piena della propria mente e del proprio corpo.

" La mindfulness - afferma Fabrizio Didonna, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale - uno stato mentale che viene coltivato con la pratica meditativa che ha dimostrato di portare benessere all'essere umano e alleviare vari stati di sofferenza. La sua origine nella disciplina Buddista orientale sviluppatasi successivamente anche in occidente. Gli scienziati - suggerisce - hanno verificato l'utilit e l'efficacia della meditazione sulle patologie oncologiche e da diversi anni queste vengono usate in protocolli 'ad hoc' che possono migliorare significativamente gli stati depressivi e ansiogeni dei pazienti"

"Questo tipo di pratica arrivata da poco in Italia - conclude Didonna - ma molti medici si stanno informando. Indice di un interesse sempre maggiore per un metodo funzionale che pu dimostrarsi un incontro felice tra medicina e filosofia".


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