Blitz a nave aiuti per Gaza, 'Il Giornale': ''Israele ha fatto bene a sparare''

ultimo aggiornamento: 01 giugno, ore 13:24
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il quotidiano di via Negri: ''Dieci morti tra gli amici dei terroristi. Con la scusa del pacifismo una flotta di navi voleva violare la sovranit dello Stato ebraico e portare aiuti ad Hamas''. Amos Oz al 'Corriere della Sera': ''Blitz israeliano grave errore''
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Roma, 1 giu. (Adnkronos/Ign) - "Israele ha fatto bene a sparare". E' il titolo a nove colonne con cui apre oggi 'Il Giornale', in controtendenza rispetto all'impostazione degli altri quotidiani in riferimento all'intervento dei commandos israeliani contro la flottiglia pro Palestina. "Dieci morti tra gli amici dei terroristi - scrive nell'occhiello il quotidiano di via Negri - Con la scusa del pacifismo - prosegue nel sommario - una flotta di navi voleva violare la sovranita' dello Stato ebraico e portare aiuti ad Hamas. I soldati di Gerusalemme l'hanno fermata per controlli e sono stati aggrediti: reazione inevitabile".

"Israele - scrive nell'editoriale il direttore Vittorio Feltri - circondato da Paesi piu' o meno islamici che non gli riconoscono il diritto di esistere e meditano (vedi l'Iran) di trasformarlo in un cumulo di detriti mediante bomba atomica. Non e' un sogno: e' un piano. Ebbene, se la situazione e' questa, e' da irresponsabili recarsi in determinate zone facendo il tifo per chi tenta di cancellare la patria degli ebrei. I quali si difendono con i denti".

"Per concludere il discorso con una semplificazione polemica, desideriamo ricordare ai signori pacifisti che, se agiscono da supporto ai terroristi, tanto pacifisti non sono, semmai complici dei seminatori di morte. E che la regola madre e' quella di occuparsi dei casi propri; cosi' non ci sarebbero piu' le guerre e nemmeno i pacifisti".

Amos Oz: ''Blitz israeliano grave errore''

"Il governo israeliano ha commesso un errore di una stupidita' enorme. Si sono messi in testa di bloccare quelle navi, di cui probabilmente non si sarebbe accorto nessuno. Hanno creato un clima di attesa. Per giorni, in Israele non si parlava d'altro. Questa e' stupidita': avrebbero dovuto lasciarli passare, ci avrebbero guadagnato tutti". Lo afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera' lo scrittore Amos Oz.

"Io non li conosco, questi pacifisti. Molti di loro non si possono definire cosi'. Sono islamici militanti, simpatizzanti di Hamas, hanno legami con organizzazioni terroristiche. Credo che cercassero la provocazione. Questo - aggiunge Amos Oz - e' un fatto. In mezzo, certo, hanno dei pacifisti in buona fede. E poi, comunque la pensino, fermarli e ucciderli e' un errore. In un confronto armato fra militari e civili, il militare appare sempre dalla parte sbagliata".

"I soldati - sottolinea Amos Oz - fanno quello che i loro politici comandano. Il governo deve assumersi le responsabilita' di questi errori. E se necessario dimettersi. Perche' qui torna la colpa per stupidita'". Secondo lo scrittore l'unico modo che il governo israeliano ha per rimediare al 'disastro di immagine' "e' togliere l'assedio a Gaza".

Lo scrittore Yehoshua: ''E' stato un blitz stupido''

''Un'azione stupida. Persino piu' stupida che feroce". Cosi' lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua in un'intervista a 'La Stampa' definisce il blitz israeliano sulla nave dei pacifisti in cui sono rimasti uccisi 10 attivisti.

"Non avrei mai immaginato - continua lo scrittore - che potesse finire in un bagno di sangue. C'erano mille modi per fermare o ispezionare quelle imbarcazioni, e vedere se davvero portavano armi. Non era certamente il tipo di carico ipotizzabile per una spedizione come quella. Potevano benissimo nascondere qualche pistola, qualche fucile, persino qualche granata. Non mi sarei certamente stupito. A Gaza ce sono a migliaia in circolazione, non sarebbe cambiato proprio nulla".

"Anche dal punto di vista strettamente militare - sottolinea Yehoshua - non c'era alcun bisogno di usare i commandos come in un film americano. E' ovvio che in una situazione del genere il combattimento divampa in maniera quasi inevitabile, e i soldati sparano se si sentono in pericolo. Se proprio si voleva l'azione di forza, bastava mandarne molti, salire con forze schiaccianti, e forse non sarebbe successo niente". "Perche' - conclude - ci siamo comportati come un piccolo Paese terrorizzato e nervoso, perche' spaventarsi per una nave? La mia sola risposta e': si e' esagerato oltre ogni limite".

Mafia, Grasso: ''Interessi trasversali armarono Cosa nostra''

''Ho parlato, per la precisione, di una trasversalita' di interessi che contribuirono ad armare la mano di cosa nostra per cercare di salvaguardare lo status quo ante messo in crisi dalle indagini sulla corruzione e sulla mafia''. Il procuratore antimafia Piero Grasso, in un'intervista a 'La Stampa', chiarisce il senso del suo intervento alla cerimonia per le vittime della strage dei Georgofili. ''E questo non lo dico io: e' scritto in sentenze di processi passati in giudicato - precisa Grasso - Li' c'e' scritto che la mafia mise in atto un'attivita' terroristica per generare tensione sociale nel paese''. Il procuratore antimafia ricorda poi: ''Di Cosa nostra braccio armato di mandanti occulti ho parlato persino alla scuola dei carabinieri, a Velletri. Nessuno, tranne Ferrara, ha mai parlato di Berlusconi o di Dell'Utri''.

Mafia, Pellegrino: ''I servizi deviati dietro le bombe del '92''

"Non sono d'accordo con Ciampi, lo dico con tutto rispetto. Aspettiamo che sia la magistratura a fare chiarezza. La lettura prudente di Scalfaro mi sembra piu' credibile di quella di Ciampi. E sono d'accordo con Scalfaro quando sconsiglia l'indagine parlamentare. Quando e' contemporanea a inchieste giudiziarie, creano solo confusione". Lo afferma in un'intervista a 'Libero' Giovanni Pellegrino, ex presidente della commissione parlamentare sul terrorismo e sulle stragi, che aggiunge: "Mi sembra piu' credibile quanto ha detto Pier Luigi Vigna, cioe' che dietro a queste stragi ci potessero essere dei Servizi deviati".

"Io ritengo probabile - prosegue Pellegrino - che pezzi dei Servizi, investiti da indagini che riguardavano violazioni di legalita', per esempio lo scandalo del Sisde, abbiano potuto convergere con la mafia per mandare segnali forti allo scopo di bloccare quelle indagini".

Manovra, Luca Ronconi: ''No a tagli indiscriminati''

Il regista teatrale Luca Ronconi, direttore artistico del Piccolo di Milano, esprime dissenso sui tagli di fondi agli enti culturali previsti dalla manovra correttiva. "Dal mio punto di vista i tagli indiscriminati sono sempre pericolosi e nella lista che ho visto pubblicata sui giornali non ho notato fondazioni e istituti che abbiano bisogno di tagli" afferma in un'intervista a 'La Repubblica' dichiarandosi "profondamente stupito" per il fatto che il ministro Sandro Bondi non fosse al corrente dei tagli.

Ronconi quindi porta ad esempio paesi come la Francia e la Germania, e la stessa Spagna, dove "gli investimenti pubblici a sostegno della musica e del teatro sono piu' alti che da noi. Li' - spiega - considerano la cultura un patrimonio nazionale".

Finmeccanica, 'Il Tempo': ''Faro di Consob e pm su movimento titoli''

Faro di Consob e Procura di Roma sulle oscillazioni del titolo Finmeccanica e sulla quantita' di azioni passate di mano nei giorni della pubblicazione sui quotidiani, venerdi' scorso, di notizie su presunte indagini sulla societa'. A scrivere che pm e Consob starebbero indagando su un'ipotesi di aggiotaggio sui titoli di Piazza Montegrappa e' 'Il Tempo'.

''Il faro della magistratura - scrive il quotidiano - sarebbe stato acceso monitorando i valori borsistici dal giorno in cui la notizia e' apparsa sulle prima pagine di quotidiani. Sin dalle prime negoziazioni, infatti, la perdita secca e' stata pari al 2%. I continui lanci di agenzie di stampa che hanno ripreso le news hanno fomentato ulteriormente la speculazione e la volatilita' del titolo sul mercato''.

Il ''saliscendi'' del titolo e' continuato e ''le oscillazioni sono parse sospette - prosegue 'Il Tempo' - perche' nella giornata di passione per Finmeccanica il titolo ha compiuto per ben quattro volte uno sbalzo di prezzo in positivo e in negativo del 2,5%'', tale cioe' da mostrare ''un indizio di concertazione sugli acquisti''. Mentre anche i volumi scambiati hanno contribuito ''a rafforzare i sospetti''.

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ugc
avantiveloce ha scritto (01/06/2010 - ore 10:57) segnala un abuso
ugc
Ecco il classico esempio di uso demagogico delle parole, abitudine nota di quell'insieme di fogli di carta che si fregia del titolo di quotidiano. Se da un lato possiamo ipotizzare che, stante la situazione, l'intervento armato abbia le caratteristiche dell'inevitabilit, possiamo al contempo riconoscerne il connotato negativo. Come a dire che sparare pu essere inevitabile, ma non per questo "ben fatto". La sottile differenza che mi allontana sia dal pacifista talebano, che dal guerrafondaio talebano. Israele non avr potuto evitare di sparare, ma da l a dire che ha "fatto bene" ce ne passa. Ma cosa scelgono come titolo principale? Evidente lo scopo propagandistico. E se non se ne pu pi del sinistroide radical-chic, ancor meno si tollera l'opinionista da taverna della bassa padana.
ugc
robertoingermania ha scritto (02/06/2010 - ore 14:33) segnala un abuso
ugc
ho letto anche i commenti dell articolo apparso su "il giornale" ed erano a dir poco agghiaccianti. Persone che non si rendono neanche conto della gravita della vicenda e altresi delle loro affermazioni. Se si pensa che anche il governo statunitense (notoriamente super filoisraeliano da sempre) ha condannato e criticato l azione militare illecita non posso credere che vi sia gente che accetta il sistema cosi come .
ugc
Hugo_mi ha scritto (01/06/2010 - ore 22:24) segnala un abuso
ugc
Avantiveloce avrai anche ragione, ma non pretenderai che quel boia mediatico di Feltri sappia usare il fioretto e cesellare le affermazioni. Abbiamo a che fare con pietre appena squadrate mica bocce da biliardo levigate. Comunque Israele aveva proposto di far passare gli aiuti per terra sotto loro controllo. Sebbene abbia commesso un errore tattico nella condotta delle operazioni e nella gestione della crisi di informazione che ne deriva, ha stategicamente ben fatto ad impedire lo sbarco che avrebbe aperto la via a chiss quanti altri convogli e chiss quali carichi.
ugc
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