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Enrico Letta: ''Berlusconi una mina, con lui governo a rischio''

ultimo aggiornamento: 13 luglio, ore 11:21
Roma - (Adnkronos) - Il vicesegretario del Pd in un'intervista al Corriere della Sera: ''Con le sue parole mette in moto una dinamica che terremota la maggioranza. Il governo si regge su un patto tra gentiluomini. Alfano si rivelato un interlocutore affidabile e credibile''


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Roma, 13 lug. (Adnkronos) - ''Con le sue parole Berlusconi mette in moto una dinamica che terremota la maggioranza. Il governo si regge su un patto tra gentiluomini. Alfano si e' rivelato un interlocutore affidabile e credibile. Il ritorno di Berlusconi e' una mina'' e ''rende molto piu' complesso il lavoro dell'esecutivo''. Lo sottolinea il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, in un'intervista al Corriere della Sera.

''Il governo si regge su un patto politico chiaro: il Pd si e' assunto la responsabilita' di stare in una maggioranza con chi ci ha ridotto cosi', a patto che l'interlocutore non fosse Berlusconi'', ricorda Letta. Adesso ''non vorrei che si tornasse alla logica dell'antiberlusconismo e delle ammucchiate contro il Cavaliere'', prosegue Letta, che si augura ''un'alleanza guidata dal segretario del Pd, con ai lati Casini e Vendola, e poi un esecutivo politico in continuita' con Monti''.

Quanto alla legge elettorale, ''il pericolo ora e' che si blocchi tutto'', dice l'esponente democratico, secondo cui il Pd ''non deve fare barricate'' sulle preferenze e il premio di maggioranza al partito. ''Il male assoluto - avverte - e' il Porcellum. Votare con questo vorrebbe dire prolungare l'agonia della Seconda Repubblica e aprire la strada a Grillo''. Riguardo al leader del Movimento 5 Stelle, ''in termini di programma di governo ho sentito tre cose da lui: non ripagare i debiti, uscire dall'euro, non dare la cittadinanza ai bambini nati da immigrati in Italia'', dice Letta che aggiunge: ''Io sono all'opposto di queste idee. Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo''.

Pdl: Santanch, non sar io la donna del ticket ma finito tempo delle Minetti

''Faccio una battaglia perche' Berlusconi si candidi in ticket con una donna. Ma quella donna non saro' io, non sono in corsa''. Parola di Daniela Santanche', che in un'intervista a 'la Repubblica' assicura di aver avuto per prima l'idea del ticket femminile. ''A forza di infangare Berlusconi con le foto, le feste, il bunga-bunga, le donne le abbiamo un po' perse per strada. E' per questo che al suo fianco oggi deve avere una donna'', spiega l'esponente pidiellina. ''Ma stavolta non e' che la scelgono i vari La Russa e Cicchitto, sia chiaro. E' finito il tempo dell'ubbidienza: stavolta la donna la scelgono le donne''.

La vice di Berlusconi ''non deve essere una professionista della politica. Vorrei una donna che sia una lavoratrice e una madre, con la passione della politica come liberta''', afferma Santanche', secondo cui ''il tempo delle Minetti e' finito''. In una intervista a 'Qn' l'ex sottosegretario lancia ancora una volta il ticket rosa: ''Ci sono tante donne capaci e brave, va bene anche un'impiegata''.

Pdl: Gelmini, con Berlusconi riprenderemo Nord e imprese

''La leadership carismatica di Berlusconi non e' ripetibile ne' replicabile. E' lui la persona piu' adatta a prendere voti, recuperare quelli persi''. Per l'ex ministro Maria Stella Gelmini il Pdl, con il ritorno in campo del Cavaliere puo' vincere le elezioni del 2013 ''se sapra' portare avanti i suoi valori e le sue politiche, quelli di meno spesa, meno debito, meno tasse'' e se proporra' soluzioni concrete alla ''questione settentrionale'', su cui il partito, ''non lascera' alla Lega l'esclusiva''.

In una intervista a 'Libero' Gelmini non si dice sorpresa dall'annuncio di Berlusconi: ''E' la sinistra che e' andata in allarme, ha reagito con stupore e preoccupazione'', dimostrando ''quanto consideri Berlusconi un avversario temibile''. L'ex premier, aggiunge Gelmini, non ha bisogno del ticket con una donna, ''vince da solo''.

Sull'eventuale discesa in campo di altri imprenditori, ''Montezemolo aveva ipotizzato un impegno, ma per ora fa politica solo attraverso la sua fondazione. Altri imprenditori non ne vedo. Del resto siamo chiamati a scelte impopolari - rileva Gelmini- e dopo l'ondata di antipolitica, avvicinarsi alla politica sembra quasi un delitto''.

Crisi: 'La Padania' contro il fiscal compact, svenduti per salvare le banche

''Svenduti per salvare le banche", titola in prima pagina 'La Padania'. Il quotidiano del Carroccio se la prende con il 'fiscal compact' proposto dal governo Monti e ratificato da palazzo Madama con il solo voto contrario dei 'lumbard': "Addio alla sovranita' fiscale, per 20 anni condannati a pagare 48 miliardi l'anno di nuove tasse''.


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