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Immigrati, Mauro: cittadinanza a chi presta servizio nelle forze armate

ultimo aggiornamento: 28 dicembre, ore 09:49
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro della Difesa al quotidiano 'Libero': ''Facciamo come negli Stati Uniti: chi fa il militare agevolato''


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Roma, 28 dic. (Adnkronos/Ign) - "Cittadinanza in cambio del servizio militare", questa la proposta del ministro della Difesa, Mario Mauro, intervistato dal quotidiano 'Libero'. "Si faccia una piccola modifica alla Costituzione italiana e si dia la possibilit agli immigrati di poter entrare nelle forze armate", spiega il ministro. "Oggi si pu fare il militare solo se si cittadini italiani. Bisognerebbe fare come negli Stati Uniti dove, se si presta servizio nelle forze armate per un certo periodo, si agevolati nel conseguimento della cittadinanza".

Napolitano: Zanda, richiamo giusto, ora modificare regolamenti

Sull'ammissibilit degli emendamenti "la discrezionalit dei presidenti di Camera e Senato ampia. Il capo dello Stato invita a rendere i regolamenti pi rigidi sull'ammissibilit. Ma gi oggi i presidenti, usando la loro discrezionalit, possono stringere molto le maglie". Lo afferma il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, in un'intervista a 'La Stampa' in merito alla vicenda del dl salva Roma.

Zanda rileva che "nella sua lettera a Grasso e Boldrini, che condivido dalla prima all'ultima parola, il Presidente della Repubblica lo dice chiaramente: nel provvedimento sono stati aggiunti 10 articoli per un totale di 90 commi. E questo uno degli effetti di una degenerazione che viene da lontano. Il procedimento legislativo si andato via via deformando negli ultimi venti anni ed oggi la malattia ancora pi evidente".

"C' stato - aggiunge - un progressivo svuotamento della funzione legislativa del Parlamento. Una dozzina di anni fa Berlusconi arriv a dire che l'Italia si poteva governare con le ordinanze della Protezione Civile. Poi c' stato un violento incremento della decretazione d'urgenza e ora anche la crisi economica purtroppo spinge verso l'urgenza e l'uso del decreto legge". Per venirne a capo, pur dopo vari anni di tentativi andati a vuoto "per disinteresse", Zanda sottolinea che "servono modifiche regolamentari che prevedano tempi certi per l'approvazione dei disegni di legge. Cos si potrebbe limitare l'eccessivo ricorso ai decreti".

Dl Milleproroghe: Marino, Roma respira, ora rigore

''Nel 2011 il governo Monti, per evitare una catastrofe simile a quella della Grecia, decise di ridurre il danaro a tutti gli enti locali e a Roma oper tagli per circa 500 milioni. Quello che accaduto dopo che Roma ha continuato a spendere come se quei soldi li avesse''. Lo afferma il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che, in un'intervista a 'la Repubblica' sull'intervento del governo sul bilancio della Capitale, spiega come questo sia avvenuto ''nel 2012 e nel 2013'' creando ''un disavanzo, che abbiamo trovato, di 816 milioni di euro. A fronte di questo disavanzo - chiarisce - Roma non sta chiedendo soldi aggiuntivi, ma di sistemare il proprio debito con accordi con la gestione commissariale. Quindi non coster un euro in pi agli italiani''.

''Col trasferimento del debito e altre norme, come la possibilit di rinegoziare i contratti di servizio con le municipalizzate, Roma torner nei binari della trasparenza e del rigore amministrativo'', sottolinea Marino, che assicura: ''Abbiamo gi iniziato a razionalizzare le spese, e non aumenteremo l'Irpef''. Quanto ad Atac e Ama, il primo cittadino spiega: ''Sto facendo con i miei assessori ogni sforzo perch queste due aziende vengano risanate, funzionino bene come aziende pubbliche e non siano invece svendute ai privati come vorrebbero altri. Per questo serve una discontinuit, che stiamo realizzando, nel gruppo dirigente delle aziende''.


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