Romano (Italia Futura): ''Montezemolo non scender in campo''

Napolitano: ''Servono risposte ai problemi non rese dei conti''

ultimo aggiornamento: 14 agosto, ore 11:34
Roma - (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica in un colloquio con il 'Corriere della Sera': ''Ho reagito quando chi non ha competenza ha ipotizzato voto''. Il 'Giornale' a Fini: ''Gianfranco si tradito, quereli se stesso''
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Roma, 14 ago. (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si e' "limitato a far capire a quanti si esercitano in continue congetture sul voto, indicando persino qualche data fra novembre e dicembre prossimo, che e' bene si astengano perche' questo non e' di loro competenza". E' lo stesso capo dello Stato ad affermarlo in un colloquio con il Corriere della Sera. Quando poi il presidente della Repubblica sente proclamare l'impossibilita' di dar vita ad un governo tecnico, obietta che si entra sul terreno dei "nominalismi". Secondo il ragionamento di Napolitano non esistono esecutivi tecnici che nascano dalla volonta' del capo dello Stato: ci sono esecutivi, scrive il Corriere, qualunque sia la loro composizione, che nascono dal fatto che il Parlamento da' loro, a maggioranza, la fiducia. Quanto alla polemica che ha seguito l'altola' del presidente della Repubblica alla campagna di veleni nei confronti di Fini, il Pdl ha recriminato sul fatto che analoghi interventi di tutela non ci furono all'epoca in cui era Berlusconi a subire accuse, non solo politiche, al limite della delegittimazione. Recriminazioni che Napolitano liquida come sbagliate, perche' non tengono conto del fatto che, quando e' sotto attacco il presidente del Consiglio o un membro del governo o persino un sottosegretario, "c'e' un luogo dove puo' avvenire il confronto e dove si possono prendere decisioni, e questo luogo e' il Parlamento". Nel caso dei presidenti delle Camere un simile sbocco parlamentare non esiste, perche' "non esiste una procedura di revoca". Ricorda, il capo dello Stato, che una campagna "di pura pressione delegittimante" come quella in corso, e' pericolosa perche' mette il presidente di Montecitorio nell'impossibilita' di garantire l'attivita' legislativa, "una funzione essenziale che va preservata da speculazioni e attacchi politici". Ecco perche' insiste a sollecitare "uno sforzo di responsabile ponderazione tra le esigenze della chiarezza politica e quelle della continuita' della vita istituzionale". Guardando al Paese che "ha bisogno di risposte ai problemi anziche' di rese dei conti e annunci minacciosi".

An, 'Il Giornale' a Fini: ''Gianfranco si tradito, quereli se stesso''

Nuovo attacco a Gianfranco Fini da parte del Giornale di Vittorio Feltri, che oggi, come annunciato ieri, pubblica in prima pagina la fattura relativa all'acquisto di mobili in un negozio della Capitale a nome Tulliani: 'Ecco i documenti che smentiscono Fini', e' il titolo dell'articolo che apre il quotidiano. A sostegno dell'articolo portante, l'intervista ad un dipendente del mobilificio che afferma di aver visto Fini ed Elisabetta Tulliani "fare il progetto con il designer". "E' stato lui a tradirsi, quereli se stesso", scrive il quotidiano diretto da Vittorio Feltri.

Governo, Romano (Italia Futura): ''Montezemolo non scender in campo''

Montezemolo non scendera' in campo. Lo dice, in una intervista al Giornale, Andrea Romano, direttore di Italia Futura. "E' un riflesso condizionato per cui -spiega- ogni volta che Italia Futura commenta la situazione politica, si pensa ad una discesa in campo. E' pura fantapolitica, non c'e' nessun campo". "Non sono -aggiunge- un antiberlusconista militante: Berlusconi e' stato una grande novita', da vent'anni e' protagonista, il suo e' un disegno liberale, ma il fatto che si accusi sempre un sabotatore interno, prima Bossi, poi Casini e oggi Fini, significa che forse qualcosa non ha funzionato". Un'annotazione, questa, che Italia Futura ha fatto, provocando reazioni critiche. "Il dibattito politico -risponde Romano- non e' appannaggio di chi e' in Parlamento o guida un partito. E' un sintomo dell'allentamento del rapporto tra i cittadini ed una politica sempre piu' chiusa in se stessa". La seconda Repubblica sta affondando? "Gli storici -dice Romano- valuteranno, ma ne usciamo con partiti politici devastati, con leader di grandi maggioranze che ammettono di non aver potuto governare e con il Paese che aspetta riforme importanti".

Governo, Gasparri: ''Napolitano sa bene che o c' questo esecutivo o c' il voto''

L'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non appare al capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri come un veto: "ha semplicemente esercitato -afferma lo stesso Gasparri in una intervista a Libero- le sue prerogative. Lui sa benissimo che o c'e' questo governo e questa maggioranza, o c'e' il voto. Napolitano non puo' aspirare ad essere un novello Scalfaro, perche' un episodio triste come quello del ribaltone benedetto 15 anni fa dal Quirinale non e' praticabile". "Sono certo -aggiunge- che Napolirtano sappia perfettamente come stanno le cose. Trovo naturale che difenda la terza carica dello Stato dicendo che bisogna sospendere le campagne di delegittimazione. Peccato che lo dica ad un giornale, L'Unita', che da anni, ogni giorno, pratica una campagna di delegittimazione di un'altra carica istituzionale che e' il presidente del Consiglio". La difesa di Fini, sottolinea Gasparri, "e' stato un gesto istituzionale e Napolitano lo dimostrera' deprecando anche gli insulti contro il premier. Quindi mi aspetto che completi questo suo monito stigmatizzando le campagne dell'Unita' contro Berlusconi". L'apertura di Berlusconi a quelle che vengono definite le colombe di Fli e' un cuneo tra loro e Fini? "Tutti lo facciamo: io di colombe finiane ne incontro cinque al giorno e so il disagio che vivono. Molti ritengono di non essere mai andati via dal Pdl. Sono confusi di fronte a chi, come Granata, dice di volersi alleare con Vendola".

Governo, La Russa: ''Se non si potr governare chiederemo a Napolitano di sciogliere Camere''

"Tutti si riempiono la bocca con la Costituzione. In pochi si sono accorti, pero', che secondo i padri costituenti il potere e' del popolo. Se non ci sara' la possibilita' di governare, chiederemo al presidente della Repubblica di sciogliere le Camere". Lo afferma il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, intervistato dal Riformista. "Non e' -insiste La Russa- un problema di convenienza. Se ci sono i numeri, abbiamo il dovere di governare. Ce lo hanno chiesto gli italiani. Il voto sara' necessario solo quando ci accorgeremo che non potremo tenere fede al programma ed agli impegni presi con gli elettori. Da questo punto di vista, pero', nessuno si illuda di tenerci sulla graticola". Sono in corso 'prove di pace' con i finiani? "Piuttosto -risponde il ministro della Difesa- credo che gli esponenti di Fli abbiano capito che la strada intrapresa non li portera' da nessuna parte. Personalmente non voglio fare la pace con Fini perche' non siamo in guerra. Figurarsi, dopo tutti gli sforzi che ho fatto per ricucire certi strappi. A volte, quando mi diceva qualcosa di inopportuno nei confronti di Berlusconi, stavo attento a non riferire nulla per evitare di inasprire i rapporti fra i due. Per anni mi sono impegnato, cercando di non far precipitare la situazione all'interno del Pdl". La Russa dice di essersi sforzato per "evitare di chiudere definitivamente la porta al presidente della Camera. Sono riuscito a farla accostare, cosi' se viene a bussare..."

Governo, Bondi: ''Su campagne contro premier Napolitano non ebbe nulla da eccepire''

"E' sorprendente che, in riferimento a vere e proprie campagne di destabilizzazione contro il presidente del Consiglio e contro il Pdl, nessuno, neppure il presidente della Repubblica, abbia avuto modo di eccepire alcunche'". Lo dice il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, intervistato da La Repubblica. "Stimo il presidente della Repubblica e apprezzo soprattutto le sue doti di equilibrio e di saggezza politica. In questa occasione, tuttavia -aggiunge il ministro per i Beni culturali- mi ha sorpreso la sua intervista a L'Unita', e ancor piu' i contenuti della sua presa di posizione. In particolare, mi ha sorpreso quella che il capo dello Stato ha definito 'una campagna di destabilizzazione' nei confronti suppongo del presidente della Camera". "In primo luogo, mi sembra che ormai quasi tutti i quotidiani abbiano rivolto al presidente della Camera delle legittime domande di chiarimento. Non mi sembra che si possa parlare dunque di una 'campagna di destabilizzazione', bensi' piu' propriamente del contributo che la libera stampa puo' offrire all'accertamento dei fatti e al rinnovamento della politica".

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