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Nucleare, Mirabelli: "No alle polemiche, si lasci lavorare la Consulta"

ultimo aggiornamento: 07 giugno, ore 08:34
Roma - (Adnkronos) - Cos il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli in un'intervista al quotidiano 'La Stampa'.


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Roma, 7 giu. (Adnkronos) - ''E' fisiologico che ci sia molta attesa alla vigilia di una decisione cosi' delicata della Corte costituzionale. Nulla di nuovo sotto il sole''. Ed e' opportuno che la Corte possa ''lavorare tranquilla''. Lo sottolinea il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli in un'intervista al quotidiano 'La Stampa'. ''Ma mi pare di poter dire -rileva- che questo e' un discorso che va al di la' della Consulta. Atteggiamenti un po' troppo polemici stanno invadendo tutte le istituzioni. E anche fuori dalle istituzioni stesse''. La Consulta ''affronta questioni tecniche e da' risposte tecniche, ma dalle enormi ricadute politiche. E' cosi' quando si trova a stabilire l'illegittimita' di norme votate dal parlamento perche' ritiene che ci sia un vizio nelle scelte del legislatore. E' lo stesso quando, come sta per avvenire, deve prendere decisioni che avranno un peso nell'iter di referendum. Che ciascuno auspichi una decisione conforme alle sue idee politiche e' legittimo. Sarebbe innaturale che cosi' non fosse. Ma altro -osserva Mirabelli- e' incidere o influenzare''.

Pdl: Prestigiacomo, si' a primarie ma su Berlusconi sarebbero farsa

"Si' alle primarie. Non solo per la leadership, ma anche per i candidati a sindaco e i segretari provinciali. Ma farle ora sul nostro leader sarebbe una farsa. Non credo che possa esistere un Pdl senza Silvio Berlusconi per ancora moltissimo tempo: sara' lui a decidere quando e se fare un passo indietro". Lo dice il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo in un'intervista al 'Corriere della Sera'. "Le primarie -aggiunge- consentiranno di superare i meccanismi delle quote tra Forza Italia e An. A patto che siano vere, non improvvisate, con regole precise". Quanto alla scelta di Angelino Alfano come segretario del partito, "di per se' -spiega Prestigiacomo- non risolve tutti i nostri problemi, ma e' una risposta importante, il simbolo di una nuova classe dirigente che il partito ha costruito in questi anni e che non ha eguali in altri partiti. Una generazione di quarantenni: la sua nomina e' uno spartiacque". In ogni caso, conclude il ministro, "bisogna dare all'opinione pubblica l'immagine di una squadra coesa", dove "Silvio Berlusconi e' e restera' il nostro leader" e Giulio Tremonti "e' stato fondamentale, ci ha evitato la fine della Grecia".


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