Crisi, Giovannini: "Dare un acconto su pensione a chi perde lavoro"

ultimo aggiornamento: 28 agosto, ore 10:39
Roma - (Adnkronos) - La proposta del ministro del Lavoro in una intervista al "Sole 24 Ore". Siria, Mauro: "L'Italia rester fuori anche se c' risoluzione Onu"


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 4    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 28 ago. (Adnkronos) - "Dare un acconto sulla pensione a chi perde lavoro". Lo propone il ministro del Lavoro Enrico Giovannini in una intervista al "Sole 24 Ore", facendo pero' anche chiarezza sulle cifre: "Un intervento sui soli assegni d'oro -dice- non consentirebbe un riequilibrio a favore dei pensionati piu' poveri. Diverso se sul piatto ci fossero anche le pensioni d'argento". A decidere dove "tirare la linea" tra pensioni d'oro, d'argento e di bronzo, pero', dovrebbe essere il Parlamento. Mentre per quanto riguarda la dote della cassa in deroga, che rischia di subire i "danni collaterali" dello scontro in corso sull'Imu-Iva, Giovannini invita ad aspettare "ancora qualche ora".

All'orizzonte le previsioni sulla disoccupazione per il 2014 (in crescita al 12,3%) e il timore di una jobless recovery che potrebbe tradursi in nuovi posti di lavoro solo con ritardo. L'idea del ministro per venire incontro a chi perde il lavoro a due o tre anni prima della pensione e' erogare un anticipo sulla pensione che percepiranno e che poi dovranno restituire a rate, una sorta di prestito.

"Ci dicono che le persone con pensioni molto elevate, -osserva il ministro- dell'ordine dei 20mila o 50mila euro, sono solo qualche centinaio. Ho auspicato un intervento sulle pensioni d'oro in Parlamento al primo question time da ministro e lo ribadisco. Come questo intervento possa essere fatto in modo inattaccabile sul piano legislativo, le dimensioni e l'uso dei fondi liberati a favore dei redditi piu' bassi: questo e' quello su cui stiamo lavorando. Ma se immaginiamo che "d'oro" voglia dire pensioni oltre 20 o 50mila euro, un intervento non genererebbe un riequilibrio di grandi dimensioni. Se invece si intervenisse anche sulle cosiddette "pensioni d'argento" e' chiaro che il discorso potrebbe cambiare. Il punto vero e' che non abbiamo una definizione di pensioni d'oro o di pensioni d'argento".

Siria, Mauro: "L'Italia rester fuori anche se c' risoluzione Onu"

"Si', e' ancora possibile scongiurare un'involuzione di tipo militare". Il ministro della Difesa Mario Mauro aziona il freno sull'eventuale partecipazione dell'Italia a una missione militare in Siria per mettere fine ai massacri della popolazione e agli scontri armati che insanguinano il Paese. Londra a Parigi spingono per l'azione militare ma il ministro della Difesa, in un'intervista a "Avvenire" invita alla cautela.

"Ci vuole - sottolinea - una prudenza estrema, bisogna pensarci milioni di volte prima di dare il via ad azioni militari. Il caso Siria va gestito con equilibrio; serve dialogo continuo perche' l'obiettivo del governo italiano e' uno solo: evitare avventure al nostro Paese". Mauro indica la strada di una "soluzione politica" della grave crisi siriana e rilancia la linea dell'esecutivo: "L'Italia non prendera' parte a operazioni decise al di fuori del Consiglio di sicurezza dell'Onu".

"E anche se si dovesse arrivare a una risoluzione nelle Nazioni Unite - spiega il ministro - l'Italia resterebbe fuori dalla Siria". Mauro poi rinnova il monito a chi punta sull'attacco: "L'Italia ci e' gia' caduta dentro. Arrivano siriani tutti i giorni sulle nostre coste. Arrivano e ne arriveranno sempre di piu'". "Non voglio lanciare allarmi, non voglio parlare di invasione, ma c'e' un problema che preoccupa, c'e' una situazione che va gestita con attenzione assoluta. E per farlo -conclude il ministro- dobbiamo muoverci su due versanti: l'accoglienza e il controllo".

Tricarico, sara' molto peggio della guerra in Libia

"Attenzione, perche' la guerra in Siria, se guerra dovra' esserci, sara' molto piu' pericolosa della guerra in Libia". Lo afferma, in un colloquio con "il Messaggero", il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare e gia' consigliere militare di palazzo Chigi. Tricarico sottolinea che i preparativi in embrione siano molto simili a quelli messi in campo per l'intervento in Libia. "Ma attenzione, in Libia c'era da spodestare -dice- un leader come Gheddafi, non amato dalla maggior parte dei leader africani. Qui invece, per quanto riguarda Assad, esistono posizioni variegate e differenti da parte dei leader del mondo arabo".

Tricarico pero' esclude che le forze armate italiane parteciperanno: "il ministro Bonino e' stato molto chiaro. Non ci sara' alcuna risoluzione Onu che autorizzi l'uso della forza, quindi l'Italia non partecipera', e non sara' neppure coinvolta con l'utilizzo delle basi aeree".


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
tutte le notizie di Edicola
commenta commenta 0    invia    stampa