Avanza l'onda verde della Lega: si 'infiltra' nelle regioni rosse e nelle Marche punta al 7%

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ultimo aggiornamento: 22 marzo, ore 15:49
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Roma, 22 mar. (Adnkronos) - Tutto cominciato a Fermignano. Erano le amministrative del 2006 e le Marche scoprirono di essere diventate terreno di conquista. La Lega Nord era arrivata, per la prima volta, fin l. C'era un sindaco del Carroccio a Fermignano, il primo eletto nella regione. Ecco "l'apristrada per la Lega", titol il Corriere Adriatico, quotidiano locale. La previsione si rivelata azzeccata. Dall'avamposto nella cittadina sul Metauro a 40 chilometri da Pesaro, in quella provincia delle Marche che sa gi di Romagna, la pi rossa della regione, il Carroccio ha portato avanti la sua conquista.

Alle politiche del 2008 i leghisti erano a quota 2,2 per cento. L'anno dopo, alle europee del 2009, i voti sono raddoppiati arrivando al 5,5 per cento (con il Pdl che sfiora il 35). "Stavolta puntiamo al 7", dice Luca Paolini di Senigallia, primo deputato leghista eletto nelle Marche e segretario regionale del Carroccio. "Finora non avevamo consiglieri in regione, ma stavolta ne eleggeremo almeno due. E il tesseramento poi sta andando alla grande. Abbiamo dovuto ristampare le tessere. Ad Ascoli, la piazza pi difficile, ne abbiamo fatte cinquanta".

Quello di Fermignano, insomma, non fu un episodio isolato ma l'inizio di un radicamento vero che non allarma, ma certo desta l'attenzione del Partito democratico, primo partito nelle provincie di Pesaro e Ancona con ben oltre il 30 per cento dei consensi e una coalizione di centrosinistra che va oltre il 50 per centro. "Il populismo della Lega - dice Palmiro Ucchielli, segretario regionale del Pd - ha le gambe corte e gli elettori marchigiani non si faranno prendere in giro da chi urla soltanto contro gli immigrati senza fare nulla. Non credo che aumenteranno i voti".

Lo sfondamento leghista, secondo il segretario regionale Paolini, imputabile almeno a due fattori: il primo il tessuto economico e sociale marchigiano. "Le Marche sono un piccolo Veneto. Il modello della media, piccola e piccolissima impresa un modello ormai radicato da decenni e che ha fatto la fortuna e la ricchezza di queste zone. E la concretezza della Lega, il nostro dinamismo vincente contro le chiacchiere di una sinistra salottiera che sta al governo ma avvitata solo su s stessa".

E l'altra ragione della 'presa' leghista sull'elettorato marchigiano un'immigrazione che "sta cambiando i connotati di tanti nostri piccoli centri", sostiene Paolini. Torna l'esempio di Fermignano. Qui su poco pi di 8mila abitanti circa il 20 per cento sono immigrati e il sindaco Giorgio Cancellieri che lancia campagne 'anti-burqua' vola nei consensi. Nell'aprile dello scorso anno, Cancellieri ha inviato un'ordinanza al ministero dell'Interno contro il burqua in nome della 'tutela dell'incolumit pubblica e sicurezza urbana nel territorio del Comune di Fermignano'. Un mese dopo alle europee, la Lega ha sfiorato il 20 per cento dei consensi nel comune.

"Giovano a nostro favore la coerenza e la chiarezza di idee. Votando Lega i marchigiani lanciano un segnale forte sulla sicurezza, l'immigrazione clandestina, la crisi occupazionale. E poi, le Marche - dice Paolini - fanno parte a tutti gli effetti del Nord: non dimentichiamo che sono una delle otto regioni fiscalmente attive, che cio pagano pi tasse dei trasferimenti fiscali che ricevono dallo Stato".

A chi 'ruba' consensi nella Marche la Lega Nord? In parte ad An ma soprattutto a sinistra, secondo Paolini. "C' una parte dell'elettorato di An che guarda a noi, ma il consenso lo raccogliamo soprattutto tra gli elettori delusi di sinistra, non quelli organici di partito, ma quelli che prima votavano a sinistra perch non avevano alternative da prendere in considerazione".

Il segretario del Pd marchigiano, Palmiro Ucchielli, non teme l'escalation del Carroccio: "Il populismo leghista qua non attacca. Pu esserci qualche influenza nazionale, ma poi sull'amministrazione concreta del territorio gli elettori ci daranno fiducia ancora una volta e Spacca verr riconfermato anche per le scelte politiche coraggiose e lungimiranti che abbiamo saputo compiere". Ucchielli si riferisce alla strategia di alleanze realizzata nelle Marche: fuori la sinistra radicale e dentro l'Udc. Non a caso qualche settimana fa, Pier Ferdinando Casini in un'intervista a 'Repubblica' diceva che "il vero laboratorio di queste elezioni quello realizzato nelle Marche. Spacca si alleato con noi e sono sicuro che avr grande successo tra i moderati".

Spiega Ucchielli: "Intanto c' da dire che nelle Marche noi siamo la sinistra. E poi bisogna guardare sempre avanti e se vogliamo costruire l'alternativa, si fa con chi ci sta. Noi abbiamo realizzato un'alleanza pi coesa perch con l'estrema sinistra spesso e volontieri sono pi i no che i s, anche quando le cose si concordano in precedenza. Con l'Udc ci sar una maggiore governabilit e otterremo un vasto consenso, con una buona pace del Pdl e delle velleit leghiste".

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