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Stamina, il Prof. Vannoni: "Il Tar del Lazio ha commissariato il Ministero della Salute"

ultimo aggiornamento: 05 dicembre, ore 17:10

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La sentenza del tribunale amministrativo dimostra che le istituzioni sanitarie italiane si comportano in maniera intellettualmente disonesta in merito alla possibile sperimentazione di una terapia nel nostro paese, il commento del fondatore di Stamina Foundation.

Roma, 5 dicembre 2013 - Il Prof. Davide Vannoni, Presidente di Stamina Foundation e docente dell'Universit Niccolo' Cusano di Roma, e' intervenuto questa pomeriggio in diretta e in esclusiva ai microfoni di Radio Mana' Mana', radio dell'Ateneo romano, per commentare la sentenza del Tar del Lazio che ieri ha sospeso il decreto di nomina della Commissione del Ministero della Salute che aveva bocciato il metodo Stamina. "Il TAR ha fatto una valutazione in base a dei dati oggettivi che sono stati mostrati - esordisce Vannoni - come appunto il fatto che i membri del Comitato Scientifico si fossero espressi contro Stamina ancor prima di essere nominati, quando invece avevano garantito di non aver alcun pregiudizio, cosa che risultava molto difficile da credere. In piu' - continua Vannoni - sono andati ben oltre le loro competenze, perche' nessuno di loro era un biologo ma erano tutti medici e hanno espresso dei giudizi molto pesanti che non era loro compito dare, in quanto avrebbero semplicemente solo dovuto disegnare la sperimentazione clinica.”

La bocciatura scotta per due ragioni, sottolinea ancora il fondatore di Stamina: "La prima e' che mette in luce il fatto che ci fosse una forma pregiudizievole e intellettualmente disonesta nei confronti di una cura che si sta dimostrando salvavita per tutte le persone che sono in terapia a Brescia (e senza effetti collaterali), l'altro aspetto importante e' che all'interno di questa Comitato si trovano i direttori generali e i presidenti dei quatto istituti pi importanti per la salute pubblica del nostro paese. Mi riferisco all'Istituto Superiore di Sanita', presidente Prof. Oleari, il Centro Nazionale Trapianti, Direttore Generale Dott. Costa, il Direttore Generale dell'Aifa, Dott. Pani, il Direttore Generale del Ministero della sanita', la Dott.ssa Marletta. La sentenza del TAR si riferisce anche a loro, a quattro persone che hanno il compito di controllare la correttezza del nostro sistema sanitario nazionale e la tutela dei pazienti".

"E' una cosa davvero molto grave che nessuno ha colto" dice ancora Vannoni dai microfoni della radio dell'Unicusano, "I quattro dirigenti delle maggiori istituzioni sanitarie si comportano in maniera intellettualmente disonesta in merito alla possibile sperimentazione di una terapia nel nostro Paese. E' questa la cosa piu' grave emersa dalla sentenza."

Fiducia nel nuovo comitato? "Se lo fa solo la Lorenzin, assolutamente no, esclama Vannoni, io credo che questo comitato debba prevedere al suo interno delle persone super partes ma interessate alla sperimentazione, come Camillo Ricordi, che vorrei all'interno del Comitato. E' il numero uno sul diabete al mondo dell'Universit di Miami, con cui faremo una parte di sperimentazione dal punto di vista biologico. Conoscendo le nostre linee cellulari potrebbe essere interessante averlo all'interno del nuovo Comitato Scientifico per una sperimentazione finalmente trasparente. L'altro aspetto che finora non e' stato sottolineato sufficientemente e' che il Tar del Lazio ha chiesto di nominare una commissione di esperti internazionali. In sintesi ha commissariato la valutazione scientifica di un metodo da parte di scienziati italiani. E ha detto che vuole scienziati stranieri. E' una cosa che desta allarme, in pratica e' come se il TAR non si fidasse del clima che c'e' in Italia, scrivendo una sentenza positiva per stamina ma pessima e distruttiva per quello che e' il sistema che ha gestito fino adesso questa sorta di sperimentazione che non si voleva neanche far partire. Io li ritengo degli elementi molto preoccupanti che vanno persino oltre a quello che avevo ipotizzato. Un Ministero serio in un Paese serio dovrebbe prendere dei provvedimenti. Quando un tribunale amministrativo, valutando dalle carte prodotte da entrambe le parti, dall'Avvocatura dello Stato e dai nostri avvocati, sancisce tutto questo, mette in luce qualcosa di estremamente preoccupante. E' successa una cosa gravissima che non si puo' nascondere, si devono prendere immediatamente dei provvedimenti. Sappiamo gia' che i pazienti che hanno perso i ricorsi per colpa delle motivazioni espresse dal Comitato Scientifico, faranno causa sia al Comitato stesso che al Ministero della Salute. Come minimo un Ministero serio dovrebbe correre ai ripari e sospendere le persone che hanno partecipato a questo abominio".

Il Prof. Vannoni risponde ancora una volta dai microfoni della radio dell'Unicusano, all'accusa di tenere nascosta parte della metodologia Stamina. "Quando sono andato all'Istituto Superiore di Sanita', la prima cosa che ho proposto e' che fossero inviati dei biologi dell'Istituto al nostro laboratorio di Brescia, dove trattiamo i nostri pazienti, per vedere tutte le fasi del processo produttivo. E questa proposta e' stata rifiutata. Al contrario, ci hanno chiesto di standardizzare, e quindi modificare, alcuni dei passaggi della metodica perche' fossero riproducibili da biologi che non conoscono il metodo stamina'".

"Un approccio serio, prosegue Vannoni, sarebbe stato quello di formare dei biologi altri rispetto a Stamina che potessero poi produrre le cellule di questa metodica, non prendere un biologo che non ha mai visto nulla e dargli la ricerca da fare in laboratorio. La nostra e' una metodica molto complessa, che varia e segue l'andamento delle cellule da paziente a paziente e si svolge in un centro trapianti, non usiamo molecole ma cellule vive, se trattate male muoiono e non servono a niente. Non abbiamo consegnato nulla di diverso da quello che ci e' stato chiesto dall'Istituto Superiore di Sanita', standardizzando cio' che era possibile. Nonostante questo, hanno bocciato lo stesso la metodica. Il perche' l'abbiano bocciata, l'ha spiegato il TAR. Se oggi il Ministro Lorenzin ha intenzione di seguire la legge, basta fare il gioco delle tre carte e che si faccia qualcosa di serio in rispetto dei pazienti".


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