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Ania: niente precari nel settore delle assicurazioni, occupazione 'tiene'

ultimo aggiornamento: 20 aprile, ore 19:15
Intervista di LABITALIA al direttore relazioni industriali Riccardo Verità.


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Milano, 20 apr. (Labitalia) - Assunzioni, formazione gratuita per le imprese, possibilità di fare carriera. Un cocktail più che positivo quello offerto, in Italia, dal settore delle assicurazioni. Riccardo Verità, direttore relazioni industriali Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), in occasione del Salone del risparmio in corso a Milano, fa il punto con LABITALIA sull'andamento occupazionale delle assicurazioni.

"Il nostro settore - dice - conta circa 46mila dipendenti e facciamo una politica assuntiva ogni anno. Fortunatamente, negli ultimi anni ha sempre mantenuto, in alcuni casi incrementato, la nostra occupazione. Quasi il 98% del personale ha un contratto a tempo indeterminato; non siamo tra quelli che alimentano il lavoro precario e tutte le persone che con noi entrano anche con strumenti di flessibilità, come contratti a tempo determinato, apprendistato o stage, normalmente vengono confermate a tempo indeterminato".

"Certo - ammette - anche noi risentiamo della crisi, abbiamo ridotto il nostro numero di assunzioni perchè, in questa fase, siamo molto attenti a quello che è il controllo dei costi però - ribadisce - nell'ultimo anno sono state assunte 150 persone. Le nostre assunzioni poi riguardano profili particolarmente qualificati. Comunque, speriamo che la crisi non ci colpisca nel futuro e che non ci crei difficoltà a mantenere questo livello occupazionale, ma noi siamo fiduciosi che andando avanti la situazione sia sempre migliore".

Il precariato non colpisce neanche i lavoratori dei call center del settore assicurativo. "Le persone che lavorano nei call center di vendita - sottolinea Riccardo Verità - sono dipendenti delle assicurazioni. Non solo. Nell'ambito del contratto nazionale, creammo un'area contrattuale proprio per gli operatori dei call center con retribuzioni leggermente più basse ma con la possibilità di assumerli presso di noi. Il call center si rivela quindi la chiave di volta per entrare poi nella struttura aziendale e raggiungere anche altre direzioni che non sono quelli della vendita diretta".

"Per noi - aggiunge il direttore relazioni industriali Ania - la formazione è un aspetto molto importante. Utilizziamo soprattutto i fondi della formazione finanziata. Negli ultimi 4 anni, le 170 compagnie che hanno fatto richiesta al 'Fondo banche e assicurazioni' hanno ottenuto quasi 24 milioni di euro di finanziamenti che sono serviti alle compagnie, senza spendere soldi di tasca propria, a creare formazione all'interno delle aziende".


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