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InfoJobs.it, sempre pi 'digital' la ricerca dell'impiego

ultimo aggiornamento: 27 novembre, ore 16:59
Indagine presentata al Forum risorse umane.


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Milano, 27 nov. (Labitalia) - Sempre pi 'digital' la ricerca del lavoro. La quasi totalit dei candidati intervistati da InfoJobs.it (principale realt italiana ed europea nel settore del recruiting online), il 96,2%, afferma infatti di trovare proprio on line il maggior numero di offerte coerenti al proprio profilo e ai criteri di ricerca. Nello specifico, gli strumenti per eccellenza ai quali gli aspiranti lavoratori si affidano sono i portali di recruiting, indicati come metodo di ricerca preferito dal 70,9%; a seguire i siti delle aziende (11,2%), le applicazioni dedicate (7,7%) e, infine, i social network che, grazie alle reti di conoscenze, offrono contatti interessanti al 6,4%. Resiste una minoranza, seppur minima, di affezionati che preferisce cercare lavoro nei giornali specializzati (3,8%).

L'indagine, presentata oggi, a Milano, in occasione del 'Forum delle risorse umane 2013', analizza il tema della crescente importanza dei social network e dispositivi mobile nella ricerca e nell'offerta del lavoro. Il primato dei portali di recruiting trova conferma nel 65,1% di intervistati, che considera di fondamentale importanza il continuo aggiornamento dei profili e dei cv on line, visti come principale biglietto da visita dalle aziende. Nettamente inferiore (19,4%) la percentuale di coloro che non considerano rilevante la revisione costante delle informazioni on line, convinti che il contatto principale sia quello offline da giocarsi al massimo durante il colloquio. Pari al 15,5% i pigri che ammettono di aver inserito le informazioni al momento dell'iscrizione sui siti di recruiting senza pi aggiornarle.

Ma quanti hanno concretamente trovato lavoro rispondendo ad annunci pubblicati in rete? Il numero pari al 32,2%, dato sicuramente interessante, considerando la difficile situazione socio-economica attuale. Da notare che tra coloro che hanno avuto esiti positivi dalla ricerca online, il 5,2% afferma di aver colto l'opportunit dai social.

I social network, del resto, sono sempre pi protagonisti delle nostre vite: pi della met dei candidati, infatti, convinto che sia importante prestare attenzione ai contenuti che si decide di pubblicare. In particolare, il 38,7% crede che i profili personali vengano esaminati da chi si occupa della selezione per conto dell'azienda, mentre il 16,3% vuole mostrare le proprie capacit anche alla propria rete di amici. Il 45% resta invece affezionato ai social network solo per la sfera privata.

Considerando il 6,4% dei candidati che utilizza i social per la ricerca del lavoro, i 5 canali ritenuti pi utili sono: LinkedIn (38%), Facebook (37,2%), Twitter (10,3%), Blog personale (9%), Instagram (3,1%). Resta, comunque, una parte di scettici (35,4%), che non considera utili i social network a fini professionali. Comunque, il 76,9% del campione aziendale afferma di non aver mai assunto nessuno basandosi esclusivamente sui social media, al contrario del 23,1% che dichiara invece di averlo fatto. Anche se il 69,3% degli intervistati da InfoJobs.it ammette di consultare i profili social dei candidati per farsi una prima idea della persona (46,2%), per raccogliere informazioni utili al fine della selezione (15,4%) o per semplice curiosit (7,7%), il 30,8% ritiene invece che i social network debbano rimanere privati.

La web reputation, per, sembra non influire solo sui selezionatori, ma risulta avere un'influenza notevole soprattutto sulle scelte dei candidati: il 73% afferma infatti di effettuare ricerche on line approfondite relative all'azienda prima di candidarsi alle offerte di lavoro. L'elemento tenuto maggiormente in considerazione per la definizione dell'immagine aziendale proprio il sito istituzionale (47,2%), seguito dal prestigio del marchio (42,5%) e dai profili on line dedicati alla ricerca del personale (38,2%). A 35,7 punti percentuali il temuto passaparola, fanalino di coda la 'vecchia' pubblicit offline (10,9%).

Ma come si migliora la reputazione aziendale? Non sono ancora molto diffuse le strategie di 'employer branding', attivit mirate a migliorare la percezione aziendale con lo scopo di evidenziare internamente ed esternamente la qualit del proprio brand come luogo di lavoro ma non solo. Infatti, ad oggi, solo il 30,8% delle aziende interrogate porta avanti iniziative di questo tipo sia sporadiche (23,1%) sia continuative (7,7%), mentre il restante 69,3% si divide tra coloro che non possono per ragioni economiche (46,2%) o che non le ritengono utili (23,1%). Quanto ai meriti pi apprezzati tra i sostenitori dell''employer branding', sono aumentare la brand awareness (46,2%), attrare i candidati di maggior talento (30,8%) e fidelizzare i dipendenti migliorando la comunicazione interna (46,2%).

Innegabile, comunque, l'impatto della realt digitale anche sul mondo aziendale: il 69,3% degli intervistati conferma il cambiamento delle competenze necessarie al dipartimento risorse umane (Hr) negli ultimi anni. Il nuovo Hr deve, infatti, conoscere le funzionalit dei social per una ricerca efficace (30,8%) ed essere in grado di capire e analizzare le dinamiche social dei candidati (38,5%). Per il 30,8%, invece, il compito del selezionatore resta quello di conoscere il candidato in sede di colloquio.

Al di l di social e reputation, il canale privilegiato per la ricerca di personale per il 61,5% delle aziende intervistate resta il web, declinato principalmente nei siti di recruiting, strumenti utilizzati dal 53,8% del campione. A parit di preferenze i social, i giornali e le agenzie per il lavoro, utilizzati in egual misura dal 7,7% del campione. La migrazione verso il mondo digitale gi in atto da qualche anno confermata anche dagli aumenti degli investimenti in annunci online: il 46,2% delle aziende ha registrato un aumento di oltre il 30%.

I dati dell'indagine evidenziano proprio il consistente spostamento della ricerca di lavoro e di personale sulle piattaforme on line. Ma quali sono nello specifico i dispositivi pi utilizzati? Mantiene il primato di device preferito il pc, scelto dal 67,7% dei candidati, mentre un versatile 25,9% si divide tra pc, smartphone e tablet e il 6,4% utilizza gi solo lo smartphone. Considerando questo 32,3% che utilizza il mobile per la ricerca di lavoro, il 22,8% utilizza la navigazione classica, il 17,4% le applicazioni dedicate e 12,1% accede anche saltuariamente a offerte condivise sui social dai propri contatti.

Dal canto loro, le aziende cercano di assecondare il trend mobile ma sono di qualcosa in ritardo: quasi la met delle aziende intervistate (46,2%) sta infatti seguendo il fenomeno, ma solo il 7,7% ha gi incluso contenuti Hr ottimizzati per il mobile nella propria presenza digital. Il 38,5% sta lavorando a contenuti specifici (38,5%).

"Il digital ormai entrato a far parte di tutti gli aspetti della vita quotidiana, lavoro compreso, ed importante in questo senso - afferma Anna Maria Mazzini, marketing manager di InfoJobs.it - fotografare le dimensioni del fenomeno e la penetrazione nello scenario professionale. Per questo, gi da tempo InfoJobs.it ha implementato una nuova strategia che mira a superare il semplice recruiting on line: sfruttando l'integrazione con i canali social e l'app mobile, InfoJobs.it oggi in grado di offrire a candidati e aziende un servizio digital a 360 gradi".


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