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Almalaurea, restano elevati abbandoni nel primo anno universit

ultimo aggiornamento: 26 maggio, ore 14:00
Presentato il XII Profilo dei laureati italiani realizzato dal Consorzio.
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Roma, 26 mag. (Labitalia) - Sia pure ridottisi, gli abbandoni universitari, in Italia, restano elevati, soprattutto nei primi 12 mesi di vita universitaria; fra gli immatricolati erano il 19,3% nel 2001, sono diventati il 17,7 nel 2007. Il titolo accademico, invece, risulta sempre pi appannaggio di giovani provenienti da famiglie in cui la laurea entra per la prima volta in casa. Fra i laureati di primo livello del 2009, ci riguarda 75 laureati su cento (erano 73 su cento nel 2001). E' quanto emerge dal XII Profilo dei laureati italiani presentato oggi dal Consorzio Almalaurea.

"In dieci anni - spiega Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea - un'istituzione come quella universitaria pu dire di aver raggiunto questi risultati: aumentato il numero di laureati; ridotto considerevolmente l'et alla laurea; quadruplicato i laureati in corso; aumentato la frequenza alle lezioni; migliorato il rapporto con il mondo produttivo triplicando le esperienze di stage durante gli studi; anticipato, almeno per i laureati specialistici, il raggiungimento degli obiettivi strategici dell'Europa rispetto alle esperienze di studi all'estero. Mi pare - continua Cammelli - che i risultati raggiunti, al di l delle tante cose di cui l'universit si deve emendare, delle difficolt, senza finanziamenti adeguati e con continue riforme, siano complessivamente assai pi confortanti di quanto non vadano ripetendo i tanti cultori del flop della riforma. E non sarebbero stati possibili senza l'impegno continuo e non riconosciuto dei tanti docenti e ricercatori veri e propri samaritani della cultura e della ricerca. Una preoccupazione, invece, dovrebbe essere tenuta ben pi presente: che questi giovani, anche i pi preparati, rischiano di restare intrappolati fra un sistema produttivo che non assume e un mondo della ricerca carente di mezzi. Perch certo che lo stesso esercito dei samaritani non sar sufficiente a garantire la ripresa e un futuro di sviluppo se il Paese continuer a non considerare gli investimenti in formazione superiore e ricerca come investimenti prioritari e strategici".

Aumenta la regolarit degli studi: quadruplicano i laureati in corso, che non raggiungevano il 10% nel 2001 (erano il 9,5%), e che sono lievitati diventando complessivamente il 39,2 nel 2009. La regolarit degli studi frutto di situazioni diversificate; tra i laureati di primo livello, per esempio, la risultante dei laureati delle professioni sanitarie, in corso per il 72,8% e all'estremo opposto, dei laureati triennali del gruppo giuridico in corso per il 18,2%.

I laureati pre-riforma del 2001 conseguivano il titolo a 28 anni contro i 27,1 anni relativi al complesso dei laureati 2009. Per quanto atteso, secondo Alamalaurea, il dato tanto pi apprezzabile perch l'accesso agli studi universitari di nuove fasce di popolazione ha determinato il simultaneo elevarsi dell'et all'immatricolazione (da 20 a 21,1 anni). Cos, al netto del ritardo all'immatricolazione, per il complesso dei laureati, l'et alla laurea, che era pari a 27,1 anni nel 2001, diventata di 25 anni: 23,9 anni fra i laureati di primo livello del 2009; 25 anni fra i laureati di secondo livello; 26,1 anni fra i laureati specialistici a ciclo unico. E' aumentata, parallelamente, la percentuale dei laureati in et inferiore ai 23 anni (una presenza comprensibilmente pressoch nulla nell'anno di avvio della riforma), che riguarda oggi quasi 17 laureati su cento.

Aumenta l'assiduit alle lezioni, che per 66 laureati su cento riguarda nel 2009 pi dei tre quarti degli insegnamenti previsti, triplicano tirocini e stage (evidenziando una crescente collaborazione fra Universit e imprese pubbliche e private): nel 2009 hanno riguardato 54,5 laureati su cento contro il 17,9% del 2001. Aumentano anche le esperienze di lavoro condotte durante gli studi che, in misura crescente, risultano coerenti con gli studi intrapresi. Nel 2009 per poco pi di 10 laureati su cento la laurea stata acquisita lavorando stabilmente durante gli studi, soprattutto nell'area dell'insegnamento (21,5% ) e in quella politico-sociale (19%). E questa sicuramente solo la parte emersa di un desiderio/bisogno di formazione molto pi ampio che si manifesterebbe pienamente, osserva Almalaurea, se gli atenei fossero in grado di coglierne a fondo la rilevanza dal punto di vista politico-culturale, oltre che la consistenza. D'altra parte, la stessa opportunit offerta dalla riforma di iscriversi a tempo non pieno incontra qualche difficolt ad affermarsi, tanto vero che nel 2008/09 ne ha beneficiato solo il 2,5% del complesso degli iscritti al sistema universitario italiano (poco pi dell'anno precedente).

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