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Boeri, contratto unico lavoro per agevolare ingresso senza smantellare art.18

Tito Boeri     (foto Labitalia)  Tito Boeri (foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 30 dicembre, ore 16:42
L'economista illustra la proposta di riforma a Labitalia: una volta entrati nella fase di stabilit vale appieno la nomativa vigente, compresa la norma dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori.


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Roma, 30 dic. (Labitalia) - Il contratto unico di inserimento nel mondo del lavoro proposto dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi, e che potrebbe essere il modello di riferimento per la riforma governativa, "non c'entra nulla con l'art. 18". Anzi. "Non c' assolutamente alcuna volont di smantellare l'art.18 dello Statuto dei lavoratori". Parola di Tito Boeri che parlando con LABITALIA ricorda come, nelle ultime settimane, a proposito della riforma, "si sia parlato impropriamente dell'art. 18". La riforma proposta da Boeri e Garibaldi, spiega il professore, " una misura che serve unicamente a agevolare l'ingresso nella fase di inserimento". "Una volta entrati nella fase di stabilit -dice Boeri- vale appieno la nomativa vigente, compresa la norma dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori".

La proposta illustrata dai due economisti sul sito lavoce.info stata anche tradotta in un disegno di legge "depositato sia alla Camera che al Senato: al Senato - spiega Boeri- il primo firmatario Paolo Nerozzi, mentre alla Camera Pier Paolo Baretta".

"Nel disegno di legge -aggiunge Boeri che docente di Economia all'Universit Bocconi- ci sono tutti i dettagli della misura: si tratta di stimolare le assunzioni con contratti a tempo indeterminato, rendendo possibile una certa flessibilit nei primi tre anni dall'assunzione". Il tutto accompagnato per "da tutele che crescono gradualmente all'aumentare della durata dell'impiego".

Quindi, in sostanza, riassume Boeri, "si prevede una fase di inserimento che dura circa tre anni, al termine dei quali si passa, a tutti gli effetti, alla normativa vigente". "L'idea quella di far s che, in questo modo, il datore di lavoro venga incentivato a offrire contratti a tempo indeterminato -ricorda il professore- mentre oggi timoroso e tende ad assumere (soprattutto dopo la crisi) soltanto con i contratti a termine". "Facendo in questo modo invece -aggiunge Boeri- avrebbe l'incentivo ad assumere fin da subito con un contratto a tempo indeterminato. E al tempo stesso si danno ai lavoratori delle tutele pi forti di quelle che abbiamo oggi per i neo assunti. Questo crea anche un orizzonte di lungo periodo nel rapporto di lavoro, creando anche i giusti incentivi per l'investimento nel capitale umano sia da parte del datore di lavoro sia da parte del lavoratori".

"Al tempo stesso nel disegno di legge -conclude Boeri- si prevedono misure che dovrebbero dissuadere l'utilizzo ulteriore, in modo improprio, dei contratti atipici o a termine, ossia quando le prestazioni che sono oggetto di contratto sono prestazioni che non sono affatto a termine. A tale scopo, si impongono anche dei minimi salariali".


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