Labitalia

Germania: 'locomotiva Ue' avr bisogno di 500.000 lavoratori stranieri l'anno

ultimo aggiornamento: 23 settembre, ore 15:21
Bernd Fass, esperto di mobilit internazionale a Labitalia: "Ma gli italiani devono imparare a valorizzare loro competenze".


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 6    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 23 set. (Labitalia) - Fino a 500.000 lavoratori dall'estero all'anno. A tanto potrebbe ammontare il fabbisogno di manodopera straniera della 'locomotiva d'Europa', la Germania. Una stima che, secondo gli analisti, pu variare dai 200.000 lavoratori stranieri all'anno (se il ritmo di crescita del Paese che sar guidato per i prossimi anni ancora da Angela Merkel, rimarr stabile all'1%) ai 500.000 lavoratori che dovranno varcare le frontiere se la Germania torner a crescere ai ritmi del 2010 (+2,5% l'anno).

Non solo. Di qui al 2020 un imponente stock di lavoratori tedeschi (quelli che hanno iniziato a lavorare negli anni '60) andr in pensione, liberando una numero di posti importante. Nella sola scuola, su 1.000.000 di addetti globali, entro il 2018 lasceranno il lavoro oltre 400.000 persone.

La via tedesca, dunque, e rimarr una delle possibilit che possono essere prese in considerazione dai giovani che qui non riescono a trovare un'occupazione. Ma per cercare un lavoro in Germania, qualificato e ben remunerato, bene saper compiere alcuni passi fondamentali, anche perch "gli italiani non sanno fare personal branding, non sanno cio valorizzare le loro competenze", spiega a Labitalia Bernd Faas, esperto di mobilit internazionale, laurea in pedagogia per adulti a Berlino, anni di esperienza nelle organizzazioni internazionali prima di trasferirsi in Italia.

"La Germania ha 'fame' -dice ancora Faas- di giovani dai 18 ai 30 anni con almeno 10 anni di scuola alle spalle da inserire nel mercato del lavoro come apprendisti. E in tutti i settori: si cercano elettrotecnici, parrucchieri, imbianchini, metalmeccanici, banchieri, addetti per il turismo (settore molto cresciuto in Germania). La forza della produttivit tedesca si basa proprio sul sistema di formazione professionale e di apprendistato, ora studiato anche dall'Italia".

Per Faas, che anche responsabile editoriale dell'e-Magazine 'Oradimuoversi', unica rivista italiana dedicata a questioni di lavoro, stage, formazione e volontariato all'estero, la ricerca del lavoro in Germania per va preparata bene "per non correre il rischio che una biologa e un diplomato alberghiero si trovino a fare le pulizie, come ho visto recentemente in tv", spiega. Particolare attenzione, raccomanda Faas, "occorre dedicare alla stesura del curriculum e della lettera di accompagnamento, che vanno redatti secondo gli standard tedeschi, considerato che il successo nella ricerca di lavoro dipende anche da un'efficace presentazione". Poi una cosa fondamentale la consocenza della lingua.

"Se si entra nel sistema formativo tedesco, possibile usufruire anche di corsi pagati proprio per l'apprendimento della lingua. Con 'Eurocultura', ad esempio, stiamo preparando un orientamento verso la professione di infermiere geriatrico: da dicembre la persona interessata ha la possibilit di un primo corso pagato da fare in Italia, poi il tirocinio formativo retribuito dalla casa di cura con un'integrazione pubblica, quindi una pausa estiva. Se il lavoratore opta per questo lavoro, dal 1 settembre 2014 ha il lavoro stabile e ben pagato".

Uno dei modi per 'intercettare' le offerte tedesche quello di accedere al sistema Eures, tramite il portale del ministero del Lavoro italiano, cliclavoro.it.

"L'importante -raccomanda Faas- che la crisi non spinga le persone a dire: sono disposto a tutto. Bisogna imparare a non buttare via le competenze e cercare il lavoro giusto", conclude.


dentro Lavoro
dati  |   politiche  |   sindacato  |   professioni  |   formazione  |   welfare  |   video
pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
TAG
germania
tutte le notizie di Politiche
commenta commenta 0    invia    stampa