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Nappi, in preparazione piano straordinario lavoro per la Campania

L'assessore al Lavoro, Formazione e orientamento professionale, Politiche dell'emigrazione e dell’immigrazione della Regione Campania, Severino Nappi  L'assessore al Lavoro, Formazione e orientamento professionale, Politiche dell'emigrazione e dell’immigrazione della Regione Campania, Severino Nappi
ultimo aggiornamento: 06 settembre, ore 15:07
Intervista di Labitalia all'assessore regionale: "Dare risposta organica a necessit occupazione".
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Napoli, 6 set. (Labitalia) - "Stiamo preparando un piano straordinario del lavoro. Straordinario perch in Campania non si era mai fatto nulla in questo senso, e perch in passato non si fatto neanche l'ordinario. L'obiettivo di dare una risposta organica alla necessit di lavoro, attraverso uno scambio virtuoso tra l'incentivazione alle imprese in cambio di nuovi posti di lavoro, con contratti che possono essere anche pi flessibili". Cos, in un'intervista a LABITALIA, l'assessore al Lavoro, Formazione e orientamento professionale, Politiche dell'emigrazione e dell’immigrazione della Regione Campania, Severino Nappi, spiega gli obiettivi del suo assessorato alla ripresa dei 'lavori' dopo le ferie estive.

"La situazione della Regione Campania che abbiamo ereditato - spiega Nappi - sul versante occupazionale straordinariamente difficile. La Campania in fondo alle classifiche, in particolare, per quanto riguarda occupazione giovanile e femminile, che, ad esempio, al 26,3% rispetto al 46,4% del dato nazionale. Abbiamo dati che sono sostanzialmente i peggiori in Italia che si combinano con un'endemica difficolt per quanto il sistema del mercato lavoro campano di recuperare gli espulsi dal mercato del lavoro. E' mancata completamente - sottolinea - una politica attiva del lavoro".

Una situazione, con pi di 13.500 lavoratori andati in cassa integrazione in deroga tra il 1 gennaio e il 30 luglio 2010, che fonte anche di tensioni sociali e che necessita di interventi immediati. "In questi primi due mesi come assessorato e come giunta - rimarca Nappi - abbiamo cercato di ascoltare tutti e di spiegare che la nostra proposta quella di un'inversione radicale di tendenza rispetto alle politiche precedenti. E quindi una apertura alle imprese, alle associazioni sindacali, e anche agli enti bilaterali per un patto destinato a sorreggere, nell'immediatezza, il sistema produttivo campano, con un investimento delle risorse che abbiamo a disposizione direttamente a favore delle imprese. E in prospettiva di muoversi, saldandosi al Piano triennale del lavoro presentato da Sacconi, per creare quel virtuoso processo che parte dall'istruzione professionale e poi arriva alla formazione e al lavoro, arrivando a politiche di saviluppo imprenditoriale".

Al centro della 'riscossa' economica del territorio campano, secondo Nappi, pu esserci il sito Fiat di Pomigliano d'Arco. "Abbiamo visto con straordinario favore l'investimento su Pomigliano - dice Nappi - nel senso che una mossa in controtendenza, di particolare valore, e anche simbolico per la Regione Campania, perch la prima reindistruliazzizazione attraverso un investimento di quella portata sul territorio campano. Quel che conta per noi che Fiat investa in Campania. Dopodich noi faremo la nostra parte per sostenere l'indotto della Fiat, attraverso una incentivazione all'impresa che intende operare con modelli di assunzioni flessibili. A questo bisogna accompagnare politiche di sviluppo industriale".

Quindi nuove forme contrattuali flessibili per spingere le aziende ad aumentare il personale, a cominciare, dice Nappi, "dall'apprendistato professionalizzante e poi da altre misure che diano sostegno al sistema, tanto che i nostri interlocutori diventano direttamente, e principalmente, le imprese e anche le organizzazioni sindacali, attraverso gli enti bilaterali, soggetti privilegiati con i quali confrontarsi soprattutto sul tema della somministrazione di formazione".

Formazione che, a parere dell'assessore, dovr cambiare 'faccia' rispetto agli anni passati per essere utile davvero al territorio. "Oggi abbiamo un sistema della formazione - sottolinea Nappi - a dir poco farraginoso e confuso. Centinaia e centinaia di enti di formazione, che sono stati un vero e proprio business, e una formazione 'astratta', esterna alle necessit della regione. Noi invece riteniamo che sia necessario - aggiunge - puntare a una formazione continua, sempre pi interna alle aziende. Quindi una formazione concordata con le aziende, tanto vero che la prospettiva quella di farci dire dalle imprese, dal mercato, dai sindacati quale l'attiva formativa che si vuole, e non invece fare progetti astratti".

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