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Reguzzoni, con ddl made in Italy salviamo un milione di posti di lavoro

ultimo aggiornamento: 10 dicembre, ore 14:13
L'etichetta non dir pi dove stata fatta l'ultima lavorazione, ma dove effettivamente stato fatto il prodotto. I consumatori avranno maggiori informazioni sulla qualit e sulla sicurezza dei prodotti acquistati.
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Roma, 10 dic. (Labitalia) - "Con questa legge salviamo un milione di posti di lavoro". Cos il vicepresidente dei deputati della Lega Nord Marco Reguzzoni commenta con LABITALIA l'approvazione all'unanimit della proposta di legge di tutela del made in Italy di cui primo firmatario. "Da circa 15 anni - rimarca - il nostro Paese aveva sentito l'esigenza di una legge ad hoc, ma solo nel luglio scorso siamo riusciti ha spingere sull'acceleratore e, in soli sei mesi, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo con una condivisione politica bipartisan". "Questa - spiega - la legge che introduce l'etichettatura obbligatoria sui prodotti tessili, dell'abbigliamento, dell'arredo casa, delle calzature e della pelletteria. L'etichetta non sar pi semplicemente un obbligo doganale, ma dir a chi acquista dove stato fatto il prodotto".

"La produzione e la commercializzazione di tessuti di qualit - aggiunge Reguzzoni - sono da sempre un vanto della nostra economia e del nostro tessuto produttivo. Dagli albori della storia il nostro Paese sempre stato all'avanguardia nel selezionare le migliori materie prime, nell’elaborare metodi nuovi di creazione, tintura, lavorazione. Anche nella storia pi recente - ricorda - l'industria tessile stata motore del miracolo economico, nell'altomilanese, nel biellese, nel bergamasco, nel comasco, in tutto il Veneto, in Toscana e in molti distretti di tutto il paese. Ma non parliamo solo del passato. Parliamo anche del presente e soprattutto del futuro".

"Oggi - osserva l’esponente del Carroccio - rischiamo di compromettere l'immagine del nostro Paese, che uno dei nostri punti di forza. Rischiamo di vedere prodotti di bassa qualit e di dubbia provenienza spacciati come prodotti tipici delle capacit artigianali del nostro settore industriale. In tal modo rischiamo anche di mettere a repentaglio la salute dei nostri cittadini, che sono abituati a confidare nella qualit del nostro prodotto tessile. E rischiamo inoltre di vedere irrimediabilmente danneggiata la nostra immagine nel mondo. La proposta di legge che abbiamo approvato - continua Reguzzoni - d una risposta a queste preoccupazioni, introducendo un sistema di tracciabilit".

"L'etichetta - sostiene - non dir pi dove stata fatta l'ultima lavorazione, ma dove effettivamente stato fatto il prodotto. Noi consumatori avremo maggiori informazioni sulla qualit e sulla sicurezza dei prodotti acquistati. Potremo finalmente avere la possibilit di selezionare e indirizzare le nostre scelte verso prodotti di qualit, che rispettino la salute umana e l'ambiente. Dunque anzitutto una legge per tutelare i consumatori, ma che aiuta anche le nostre industrie in un momento di grave crisi".

"Qui - puntualizza - non si vogliono aiuti statali, incentivi, soldi o defiscalizzazioni. Le aziende tessili devono fare il loro mestiere, ma per poter lavorare come sempre hanno fatto da generazioni, c’ bisogno di regole chiare e soprattutto uguali per tutti. Lo ribadiamo all'Unione europea: regole uguali per tutti. Questa una legge che apre alle esigenze del consumatore e del libero mercato".

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