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Rete 'Salviamo l'Italia', Electrolux 'linea del Piave', non si pu perdere

ultimo aggiornamento: 04 febbraio, ore 17:41
Colomban, 8 febbraio a Pordenone con operai e imprenditori, presentiamo nostre proposte.


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Treviso, 4 feb. (Labitalia) - "L'Electrolux rappresenta la nostra linea del Piave, dopo aver gi perso oltre 500 imprese. Non possiamo perderla e ci sono ancora delle soluzioni per salvare Electrolux e le altre centinaia di imprese italiane in difficolt o che se ne vogliono andare dal nostro Paese. E l'8 febbraio noi di Rete Si 'Salviamo l'Italia' ci mobilitiamo e lanciamo la nostra prima vera iniziativa concreta a sostegno dell'industria e dei lavoratori italiani. Proponiamo lo scacco alla crisi in tre mosse". Cos Massimo Colomban, imprenditore di successo e fondatore della multinazionale Permasteelisa Spa, oggi portavoce di Confapri e della Rete Si 'Salviamo l'Italia', annuncia, a Labitalia, l'iniziativa lanciata dalla Rete, che raccoglie 25 associazioni come Confapri, UnionLiberi, Foum nazionale dei mediatori civili e degli organismi di mediazione e altri, e che si terr a Pordenone all'Auditorium della Regione Friuli Venezia Giulia sabato 8 febbraio, a partire dalle 15,30.

"Al nostro evento -spiega Colomban- parteciperanno i lavoratori della Electrolux con le famiglie e tanti imprenditori di successo del Nord-Est, che hanno fatto la storia imprenditoriale di questa parte del Paese. La nostra rete rappresenta un milione e 600mila aziende con 6 milioni di lavorarori. E l'entrata sar libera per chiunque voglia unirsi e partecipare alle nostre strategie per il rilancio dell'Italia".

Secondo Colomban, la via per la salvezza di Electrolux e dei suoi operai stretta ma ancora possibile. "Ho parlato con un componente del board di Electrolux -spiega l'imprenditore- che conoscevo da prima e mi ha spiegato che con il taglio dell'Irap e del 20% dei contributi loro potrebbero riconsiderare l'idea di riportare in Italia la produzione di qualche prodotto ad alta tecnologia".

Quindi, per la Rete 'Salviamo l'Italia', la ricetta chiara: "Centinaia di imprese nazionali e internazionali, potrebbero rimanere e prosperare in Italia se venisse abolita l'Irap, se venissero ridotti il peso delle tasse e soprattutto dei contributi che pesano sui lavoratori, se venisse messo un tetto all'Imu (che non superi il 5% del reddito lordo o lo 0,5% sul fatturato), se venisse riportato il costo dell'energia alla media dei nostri concorrenti europei".

Per Colomban, per, bisogna fare presto, perch "rischiamo davvero di diventare un Paese povero e miserabile". E sulla politica Colomban si 'smarca' anche dal 'tam tam' che in tempi recenti aveva dato Confapri, di cui portavoce, come strettamente legata al movimento Cinque Stelle e a Casaleggio.

"La Rete si compone di 25 associazioni di tutte le estrazioni -spiega- e abbiamo proibito di fare propaganda politica. Noi dialoghiamo con tutti: da Renzi a Berlusconi, dai Cinque stelle a Fratelli d'Italia. Non ci interessa -ribadisce- che colore avranno i legislatori, ci interessa che si metta mano a una tassazione che colposce i lavoratori e le aziende, arrivando al 60-70% e alcune volte anche all'80%".

Ma per tornare a essere un Paese che cresce e produce, secondo Colomban, anche le associazioni di categoria delle imprese dovranno cambiare. "Noi non vogliamo -sottolinea- lasciare le nostre associazioni di appartenenza, le vogliamo cambiare dall'interno. Tutti noi iscritti alla Rete siamo nelle associazioni ma le vogliamo cambiare, sono troppo romanocentriche e burocratiche".


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