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Abusivismo e tagli a budget vacanze colpiscono le guide turistiche

ultimo aggiornamento: 22 agosto, ore 12:23
La presidente Angt, Marcella Bagnasco. il lavoro diminuito gi da tempo


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Roma, 22 ago. (Labitalia) - Sono una delle poche categorie del nostro Paese che ha vissuto un processo di 'liberalizzazione', attuato nel 2007 dalla legge Bersani, che ha reso piu' facile (per alcuni anche troppo) l'accesso alla professione: sono le guide turistiche. Si tratta di circa 18 mila professionisti in
tutta Italia (ma non esiste un censimento ufficiale della categoria)
che, armati di sorriso e competenze, arricchiscono la visite
turistiche di italiani e stranieri nei luoghi piu' belli del nostro
Paese. Tuttavia, la crisi e l'abusivismo rendono sempre piu' difficile
l'esercizio di questa professione, come conferma a LABITALIA Marcella
Bagnasco, presidente dell'Associazione nazionale guide turistiche
(Angt) e guida turistica per Roma e provincia.

"Nel nostro settore -spiega- c'e' un problema endemico ed e' quello di persone che non hanno la nostra preparazione e che, pero', si mettono a fare il nostro lavoro. E' vero che c'e' sempre stato un impoverimento del lavoro a causa dell'abusivismo, pero' oggi -sottolinea Bagansco- il lavoro e' diminuito, e gia' da un po' di tempo, per la crisi e il calo delle visite guidate, non e' solo legato al calo dell'afflusso di turisti stranieri in Italia".


"Siamo una categoria di persone che fanno esami di abilitazione -ricorda Bagnasco- che hanno quindi un'attivita' molto specializzata, che riguarda l'illustrazione di un patrimonio ben preciso sul territorio che puo' essere una provincia o una regione. E' un'attivita' stanziale legata a un territorio per la quale ci prepariamo, facciamo corsi di formazione ed esami, in una situazione che da' al mercato persone molto qualificate". Bagnasco lavora ai musei vaticani, "dove vanno proprio tutti quelli che vengono a Roma", come dice lei stessa. "Da li' si ha il polso della situazione: ebbene -spiega- ci siamo accorti che con la crisi le cose stanno cambiando. La visita al museo per il turista, per
il cittadino, una cosa di cui si puo' fare a meno, e' un bene
accessorio, a cui si rinuncia in tempo di crisi. Anche se poi -ci
tiene a precisare la presidente- la visita guidata piace e alla fine
del giro spesso ci viene chiesto dove trovare una guida in un'altra
citta'. Le persone capiscono, insomma, che hanno qualcosa di piu'". Eppure, i costi di una visita guidata sono relativamente bassi. "A Roma -afferma Bagnasco- abbiamo gruppi fino a 20 persone e veniamo pagati circa 123 euro per tre ore, ma bisogna distinguere tra il prezzo della visita comprata da un ente o da un museo e il prezzo del servizio della guida. Quest'ultimo incide mediamente solo sul 2% del pacchetto turistico, ma quando si va a comprare le visite guidate tramite intermediatore, o agenzia o museo, allora si pagano altre cose e i prezzi lievitano".

La guida poi paga "Inps, Irpef e Irap, tutte voci -spiega la presidente- che incidono dal 46% al 50% sui redditi, che da nostre indagini sono bassi o bassissimi". "Perche' salvo alcune citta' dove il lavoro c'e' sempre -conclude- chi vive in altre zone fa fatica e poi c'e' un numero di guide elevato, il mercato e' inflazionato e questo va a danno dei giovani che vedono diminuire le possibilita' di inserimento nel mercato del lavoro".


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