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Cna, serve una riforma per professioni non regolamentate

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ultimo aggiornamento: 27 settembre, ore 18:39
Un provvedimento atteso da anni da tanti professionisti che operano e intendono continuare ad operare nel mercato in un regime di piena concorrenza. E intanto l'Uni qualifica i patrocinatori stragiudiziali.


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Roma, 27 set. (Labitalia) - "La Cna ha intenzione di usare gli ultimi mesi della legislatura per riportare al centro del dibattito parlamentare il tema della riforma delle professioni non regolamentate da ordini o albi. Due milioni di operatori non possono essere pi tenuti in una condizione di attesa di norme che, purtroppo, ancora non arrivano all'approvazione definitiva". Lo ha affermato Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, intervenendo oggi al convegno organizzato da Cna Professioni sul tema 'Professioni non regolamentate. Quale futuro', che si svolto a Roma, presso la Camera dei deputati.

Per Giorgio Berloffa, presidente di Cna Professioni (una sigla che comprende 24 associazioni rappresentative di diverse categorie professionali, dai naturopati ai tributaristi, dai periti in infortunistica stradale ai bioingegneri, ai chinesiologi, agli osteopati), " arrivato il momento di costruire nel nostro Paese un sistema professionale pienamente rispondente ai principi e ai criteri richiamati dall'Unione europea: quelli della conoscenza e della formazione a cui si devono uniformare tutti i soggetti che operano nel mercato".

"Abbiamo voluto questa iniziativa - ha aggiunto Berloffa - per porre l'accento sull'approvazione della proposta di legge 'Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi', che attualmente all’esame del Senato".

"Non dimentichiamo che si tratta di un provvedimento atteso da anni da tanti professionisti - ha spiegato Berloffa - che operano e intendono continuare ad operare nel mercato in un regime di piena concorrenza, senza beneficiare di alcuna rendita di posizione. In questo senso, il sistema di qualit professionale previsto dalla norma potr fornire indicatori utili a consentire la tracciabilit del percorso professionale e, quindi, in grado rispondere a tre semplici domande: chi sa fare cosa, come lo sa fare, come ha imparato a farlo".

"Oggi - ha proseguito Giorgio Berloffa - il sistema della qualit professionale diventato un elemento essenziale della societ e del mercato. Per questo promuovere la qualit dei servizi professionali attraverso un sistema normativo Uni che, in linea con le pi evolute esperienze europee, riconosca le prassi e i saperi attraverso lo strumento della certificazione, pu finalmente rimuovere gli ostacoli che hanno finora bloccato la riforma delle professioni e che, di fatto, hanno lasciato i cittadini privi delle necessarie garanzie di qualit".

"L'adozione e il buon funzionamento di norme tecniche sulla qualit e sulla verifica dei requisiti per l'esercizio delle attivit professionali - ha concluso Berloffa - possono aiutare a superare l'impasse della riforma del settore, facendo finalmente emergere professioni ormai vitali nell'economia italiana, eppure tutt'ora costrette nel limbo del mancato riconoscimento".


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