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Fuga dei croupier dai casin? No, ma per i giovani c' pi spazio all'estero

Stefano Melani, general manager del Centro formazione croupier   Stefano Melani, general manager del Centro formazione croupier
ultimo aggiornamento: 04 gennaio, ore 16:05
Intervista di LABITALIA a Stefano Melani, general manager del Centro formazione croupier.


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Roma, 4 gen. (Labitalia) - "Smentisco assolutamente che ci sia una 'fuga' di croupier dai casin italiani. Anzi, una professione con la quale si guadagna ancora molto bene e a cui aspirano tantissimi giovani che frequentano i nostri corsi". Cos Stefano Melani, general manager del Centro formazione croupier e consulente di diverse compagnie e gruppi di casin, commenta con LABITALIA la notizia relativa al caso di un croupier del Gran Casin di Sanremo che ha preferito diventare parcheggiatore, segno tangibile di "un calo della clientela, degli incassi e delle mance" nelle case da gioco.

"Oggi nei quattro casin italiani, Sanremo, Campione d'Italia, Venezia e Saint Vincent, lavorano circa 2.500 croupier -spiega Melani- e i loro sono di certo dei posti molto ambiti, anche se le case da gioco stanno risentendo di un calo fisiologico degli incassi dovuto alla crisi. I croupier in passato, nel nostro Paese, arrivavano a guadagnare anche 15-18.000 euro, e proprio questi stipendi cos alti hanno spinto le case da gioco ad adottare nuovi contratti per i neo-assunti, che comunque partono da 3-4.000 euro di base, che certo non sono pochi e che non spingono a diventare parcheggiatore".

Pi che una 'fuga' dai casin italiani, esiste, secondo Melani, un esodo dei giovani croupier italiani, appena formati, dall'Italia verso l'estero, per via di un mercato 'bloccato'. "Noi con i nostri corsi -spiega Melani- formiamo circa 500 ragazzi ogni anno, di cui 400 scelgono la via dell'estero per lavorare, altri 100 aspettano in Italia che qualcosa si liberi nei casin italiani".

"Purtroppo per - avverte - nel nostro Paese vigono ancora nepotismo e raccomandazioni, e spesso a diventare croupier nei casin sono solo figli o parenti dei 'vecchi' croupier, o comunque persone 'segnalate'. Cos -aggiunge- noi mandiamo tanti ragazzi a a lavorare all'estero, il 12 gennaio ad esempio trenta di loro andranno in Inghilterra, e questo succede ogni mese".

Ragazzi che, secondo Melani, potrebbero lavorare in Italia se ad esempio "passasse la proposta del ministro Brambilla di aprire nuovi casin negli hotel a cinque stelle". In questo caso, "si potrebbero creare 10.000 nuovi posti di lavoro per altrettanti croupier". Secondo Melani, quindi, serve "una regolamentazione del settore con l'apertura ai privati, o anche perlomeno con l'adeguamento della normativa dei quattro casin pubblici esistenti". Casin che, ricorda Melani, nonostante la crisi ancora tirano, come testimoniano "i 162 milioni incassati dal Casin di Venezia, di cui 100 rimangono al Comune, e queso dovrebbe far riflettere sul ruolo che hanno e possono avere i casin nel nostro Paese".


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