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Seven: una bella storia industriale italiana

ultimo aggiornamento: 07 maggio, ore 21:51
Un successo che ha visto come protagonisti uomini che con proprio lavoro, ingegno e voglia di affermarsi sono riusciti a realizzare un sogno in realt.
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Torino, 7 mag. (Labitalia) - La Seven di Lein (Torino) oramai da qualche anno l'azienda leader in Italia nella produzione di zaini, borse e accessori per la scuola, lo sport e il tempo libero. Un successo che ha una storia molto simile a molte altre che ha visto come protagonisti uomini che con proprio lavoro, il proprio ingegno e la voglia di affermarsi sono riusciti a realizzare un sogno in realt. Tutto nasce con Pasquale di Stasio, ciabattino meridionale che nei primi anni ’60 in quel di Torino apre la sua prima bottega, la Casa della Borsa nella quale fin dalla pi tenera et coinvolge al lavoro i suoi figli maschi. La svolta e l'inizio di una avventura imprenditoriale entusiasmante che inizia nel 1973, con la nascita di Euroborse dei Flli. Di Stasio, una piccola azienda che si specializza in borse sportive e per il tempo libero, producendo anche per marchi come Converse, Panatta, Tacchini.

Nel 1978 nasce Seven, fino ad allora la crescita lenta ma costante, sono anni di grande sviluppo e di cambiamenti nei gusti e negli stili di vita per le generazioni di allora. Nascono mode che segnano un epoca, lo stile 'paninaro' ossia Moncler e Timberland un fenomeno di massa travolgente. Da qui l'intuizione di Bruno di Stasio, amministratore delegato del gruppo di puntare su zaini scolastici che fossero leader nel mondo scuola aggredendo il settore delle cartolerie per uso scolastico, un mondo fino ad allora non coinvolto particolarmente in quel tipo di vendita.

Una strategia che si riveler vincente, portando l’azienda a crescere in maniera esponenziale, dai 500 milioni di lire di fatturato nel 1987, ai 14 miliardi di lire nel 1993, per arrivare nel 1998 alla leadership indiscussa in Italia nella vendita degli zaini scolastici ed un fatturato che arriva nel 2000 ai 36 milioni di euro. Anche l’occupazione salita, arrivando a interessare 100 persone nello stabilimento piemontese, e altri 2000 all’estero. Una corsa che continuata arrivando ai 60 ml di euro nel 2003.

Un percorso che ha sempre puntato sui suoi punti di forza, sulla capacit di comprendere a fondo le esigenze del proprio target di riferimento, riuscendo cos ad anticipare l'evoluzione delle tendenze, del gusto e delle esigenze dei giovani. Mettendo in campo idee, creativit perch il successo di un'azienda frutto di un continuo impegno rivolto all'innovazione, alla qualit, alla ricerca tecnologica, alla distribuzione, alla comunicazione e al servizio al consumatore.

Tutte cose che la Seven ha ancor pi sviluppato con l’arrivo della crisi che ha investito tutto il mondo, non fermandosi, ma cercando di crescere spingendosi oltre i confini, e adottando politiche in grado di tenere la barra dritta. Partendo dalla realizzazione del nuovo centro logistico di Lein di oltre 23mila mq, il luogo di partenza per tutta la produzione che oggi ha toccato i 14 ml di pezzi, di cui 1 ml di zaini che fanno da soli il 50% del fatturato.

Un insieme di scelte coordinate, dal contenimento dei costi con la relativa riduzione del prezzo di vendita dei prodotti, passando nel 2005 all’acquisizione della Invicta, storica azienda del settore e per anni leader assoluta nelle vendite e principale concorrente della stessa Seven. Per arrivare alla scelta pi impegnativa, internazionalizzare il loro mercato e gestire direttamente la vendita al dettaglio, ottimizzando le risorse quanto pi possibile.

Operazioni di grande impegno per tutta la famiglia, la Seven vede al suo interno ben 5 dei 7 fratelli, oggi l'azienda presente in Spagna, Francia, Giappone. L'obiettivo la leadership del mercato a livello internazionale. Il progetto prevede aree di intervento a livello di produzione e politiche di alleanza e acquisizione di aziende gi affermate nel paese 'd'interesse'. Ma per vincere ci vogliono anche brand di grande appeal, che la Seven ha non solo con il suo marchio di fabbrica, ma con Invicta (che nel 2011 torner sul mercato anche con la linea abbigliamento) con Fiat 500, Kappa, Superga. Un programma di sviluppo che gi sta dando i suoi primi positivi risultati, un recupero medio del 10%, che dovrebbe salire del 40% entro il 2013. In tutto questo una nota non positiva riguarda il ruolo delle banche, perch per Bruno Di Stasi, "un'azienda in espansione si deve guardare pi da loro che dal proprio lavoro".

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