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Vincenzo Catalano, architetto di professione e triatleta per passione

Vincenzo Catalano  Vincenzo Catalano
ultimo aggiornamento: 10 agosto, ore 17:35
Una passione, quella per lo sport, coltivata a suon di record, che ha quasi preso il posto del suo vero lavoro.
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Roma, 10 ago. (Labitalia) - Architetto e imprenditore di professione, triatleta per passione. Due attivit svolte, entrambe, con la consapevolezza di non volersi prendere troppo sul serio, ma affrontando la vita come una continua sfida alla ricerca dei limiti del corpo. Per Vincenzo Catalano, quarantunenne milanese di nascita ma residente da molti anni a Desenzano del Garda, tutto cominciato con una bocciatura a scuola.

Fresco di traversata del lago di Garda, solo l'ultima delle sue imprese, che ha svolto in tutti i modi: a nuoto, in bicicletta e di corsa, compiendo tutto il giro, per un totale di 40 ore consecutive di attivit fisica, che si sono concluse domenica mattina. Con un segreto, che anche un paradosso: la lentezza, come spiega a LABITALIA, "intesa come regolarit, come sport fatto alla giusta velocit, come vita e alimentazione sane".

Una passione, quella per lo sport, coltivata a suon di record, che ha quasi preso il posto del suo vero lavoro, la professione di architetto. "Come architetto svolgo attivit libero-professionale - racconta - con una societ immobiliare che si occupa di compravendita di terreni, gestione di immobili e progettazione. Per far fronte alla crisi, infatti, la mia societ ha cominciato ad occuparsi anche di gestione di strutture dal punto di vista turistico-alberghiero". E anche al lavoro di architetto c' arrivato un po' per caso: "Stavo per lasciare gli studi universitari per entrare nei paracadutisti della Folgore, dove avevo svolto il servizio militare. Ma poi ho proseguito Architettura e, appena laureato, ho cominciato a lavorare con contratti come tecnico presso enti locali".

Ma come nasce la passione per lo sport e per i record? "Fino a 17 anni - ricorda Catalano - avevo una passione comune a tutti gli adolescenti, per esempio guardavo le partite di calcio. Poi, il 1987 stato l'anno della svolta: dopo una bocciatura a scuola, sono rimasto isolato come amicizie e in quell'anno anche la mia famiglia (mio padre era capostazione delle Ferrovie) si trasferita a Desenzano da un paesino vicino".

"Cos - posegue - mi iscrissi in una palestra, dove cominciai a fare preparazione fisica. Piano piano, aggiunsi il riscaldamento facendo di corsa il tragitto per casa, allungando sempre di pi i chilometri percorsi. Finch un giorno una persona che frequentava la stessa palestra mi propose di partecipare a una gara di 'Ironman', che prevede 3,8 km di nuoto, 180 di bici e 42 di corsa. Da l inizi tutto, in un'epoca in cui il Triathlon non era ancora molto diffuso. La prima gara nel 1989 e il primo 'Ironman' nel 1996".

Da allora, stato un susseguirsi di successi sportivi e di record battuti. "I miei - sottolinea - sono record soprattutto di quantit di gare svolte. Ad oggi ho fatto ben 170 gare 'Ironman', comprese quelle multiple che prevedono di moltiplicare il numero di chilometri previsti, e 34 solo nel 2006. Sono l'unico atleta italiano che ne ha fatte cos tante e l'unico a livello mondiale che nel corso dello stesso anno ha fatto 2 volte il 'deca-Ironman', nel 2006 in Francia e in Messico".

E lo sport diventato anche un vero e proprio lavoro. "Mi capitato di entrare in contatto con settori di interesse sempre legati allo sport - dice Catalano - e quindi di approfondire alcuni aspetti. Per esempio, dal 2006 collaboro con l'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, che fa un monitoraggio delle alterazioni di un corpo come il mio sottoposto a sollecitazioni molto forti. Poi, ho cominciato a collaborare con aziende di abbigliamento sportivo, sia per testare i materiali tecnici sia come consulente per il design dei capi, e quindi in un certo senso un campo vicino anche alla mia professione".

Ma fino a che et garegger Vincenzo Catalano? "Lo sport richiede s buona preparazione fisica - avverte - ma anche molta maturit. Per me, questo sport una benzina che alimenta tutta la mia vita. Anche le delusioni, e non solo i successi, sono una palestra di vita. Mi aiuta a essere positivo e non so immaginarmi Vincenzo Catalano senza sport, sarebbe un'altra persona". Prossimi impegni? "Il 'deca-Ironman' in Messico, dal 13 al 26 novembre, dove spero - promette - di arrivare almeno al terzo posto".

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