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Gabriele (Federsicurezza), per 'vigilantes' rinnovo contrattuale difficile

ultimo aggiornamento: 27 gennaio, ore 18:54
Il presidente della confederazione che raccoglie l'80% delle imprese di vigilanza privata, spiega a LABITALIA lo stato di avanzamento della trattativa.
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Roma, 26 gen. (Labitalia) - "Il contratto difficile". Senza giri di parole, Luigi Gabriele, presidente di Federsicurezza, la confederazione che raccoglie l'80% delle imprese di vigilanza privata, spiega a LABITALIA lo stato di avanzamento del rinnovo contrattuale di settore. La vigilanza privata, aggiunge Gabriele "sta vivendo un momento di adeguamento, a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea che a dicembre 2007 ha abolito la cosiddetta tariffa di legalit (prezzi minimi e massimi della prestazioni ndr)". La liberalizzazione imposta dall'Ue, secondo Gabriele non ha affatto giovato al settore. "Ci siamo trovati scoperti sul fronte dell'equilibrio tra costi e ricavi -aggiunge il presidente delle imprese di 'vigilantes'- e alcuni istituti di vigilanza, pur di accaparrarsi appalti, offrono i propri servizi ad un prezzo talmente basso che non trova giustificazione. Basti dire che a fronte di minimi tabellari fissati dal ministero del Lavoro a 17,50 euro l'ora, alcuni committenti (per lo pi banche) appaltano servizi di vigilanza a 16 euro l'ora, e gli stessi servizi di vigilanza vengono successivamente subappaltati a 14 euro l'ora". Insomma, "a fronte di una maggiore e pi qualificata richiesta di sicurezza -dice Gabriele- non c' coscienza di quanto possa costare realmente questo servizio".

In Italia, nel settore della sicurezza privata, operano circa 800 imprese. Molte di queste sono imprese medio-piccole. "I grandi del settore -conferma Gabriele- quelli con 2.000 e pi dipendenti sono solo 4-5". "Molti istituti -spiega ancora- sono arrivati al risicato pareggio di bilancio e molti piccoli istituti sono attualmente in vendita". "Non abbiamo nessuna preclusione a chiudere il contratto -afferma il presidente di Federsicurezza- ma si devono fare delle sinergie anche con i sindacati per salvaguardare tutto il settore e per ottenere il riconoscimento dell'esclusivit delle nostre prestazioni"."Per questo - conclude - speriamo di poter gi tracciare una strada comune negli incontri dell'8 e 9 febbraio".

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