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Anfos, da 1 gennaio documento per valutazione rischi in azienda

ultimo aggiornamento: 22 novembre, ore 09:34
L'Associazione nazionale formatori sicurezza sui luoghi di lavoro commenta la richiesta della Commissione europea all'Italia di adottare le disposizioni necessarie ad assicurare la piena applicazione della direttiva che sancisce i principi generali relativi alla prevenzione dei rischi professionali.


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Roma, 22 nov. (Labitalia) - "A partire dall'emanazione del decreto legislativo 626/94, sono state previste delle deroghe all'obbligo dell'elaborazione di un documento per la valutazione dei rischi surrogando tale obbligo con una generica 'dichiarazione di aver valutato i rischi presenti in azienda' fatta dal datore per le realt con un numero di lavoratori inferiore alle 10 unit. Altrimenti sono state esonerate in toto dall'obbligo di applicare i dettami delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro anche tutte le aziende a carattere familiare, i cui componenti, sopratutto nel campo dell'agricoltura in cui sono molto diffuse, sono stati esposti a numerosi fattori di rischio non valutati ed eliminati, che hanno causato malattie professionali tra cui anche tumori e incidenti sul lavoro". Cos Rolando Morelli, presidente Anfos (Associazione nazionale formatori sicurezza sui luoghi di lavoro), commenta, con Labitalia, la richiesta della Commissione europea all'Italia di adottare le disposizioni necessarie ad assicurare la piena applicazione della direttiva che sancisce i principi generali relativi alla prevenzione dei rischi professionali e alla protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori.

"A partire dal 1 gennaio dell'anno prossimo -continua Morelli- non sar pi permesso valutare i rischi aziendali con una semplice autocertificazione, ma occorrer predisporre, anche se in forma semplificata nei casi previsti, il 'documento per la valutazione dei rischi'. In tale documento, il datore di lavoro dovr comunque identificare i rischi presenti in azienda, procedere alla loro 'valutazione', ovvero dare loro un 'peso' in relazione all'entit dei danni che possono causare, e indicare un programma di attuazione delle misure di prevenzione al fine di eliminare, quando cio' sia possibile, o diminuire al massimo, i rischi presenti in azienda".

"Il problema che esiste ancora nel testo unico -sottolinea ancora il presidente di Anfos- la possibilt di deroghe per cui dei lavoratori possono essere meno tutelati di altri. Per quanto riguarda la possibilit del datore di lavoro di procedere a delegare alcune sue funzioni, si deve considerare quanto segue: le funzioni delegabili sono tutte ad eccezione della 'valutazione dei rischi' della 'nomina dell'Rspp aziendale' e ancor pi importante della 'vigilanza', ovvero se vengono delegate delle funzioni, al datore di lavoro far sempre capo l'onere di vigilare che il delegato svolga le funzioni oggetto della delega in maniera corretta".

"La delega -continua Morelli- ha valore solo se fatta per iscritto, con data certa, accettata e che venga data comunque al delegato la disponibilit economica e la facolt di spesa indispensabili per adempeire alle funzioni delegate. Per quanto riguarda la periodicit della valutazione dei rischi, al momento prassi di rielaborare il documento allorquando ci sia da aggiornare il programma di attuazione delle misure di prevenzione (quando si passa da uno stato di maggior rischio a uno di minor rischio), quando vi sono variazioni sostanziali del ciclo produttivo, dei locali o delle attrezzature, o quando vi sia necessit di integrare il documento per la valutaizone dei rischi a nuove disposizioni legislative".

"La delega di funzioni -aggiunge il presidente di Anfos- pu essere vista da due diverse angolazioni: pu essere sicuramente un mezzo utile per tutti i datori di lavoro che hanno pi unit produttive e che non possono essere presenti contemporaneamente, per ovvi motivi, in pi luoghi di lavoro. Potrebbe essere invece utilizzata da alcuni datori di lavoro con pochi scrupoli, che, per mezzo della delega, possono esimersi dalle molte responsabilit e dalle sanzioni penali che vengono previste a carico del datore di lavoro per le violazioni del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel caso di delega efficace -conclude Morelli- le sanzioni penali vengono comminate al delegato che contravviene".


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