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Garantire futuro previdenziale a giovani? Versare poco ma subito

I relatori del dibattito sulla previdenza al 'Festival del lavoro' di Treia (Foto Labitalia)  I relatori del dibattito sulla previdenza al 'Festival del lavoro' di Treia (Foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 28 giugno, ore 09:28
Al 'Festival del lavoro' di Treia un dibattito sulla previdenza complementare (video).


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Treia (Macerata), 25 giu. (Labitalia) - Versare anche poco, ma versare subito. E' questo il messaggio rivolto ai giovani e al loro futuro previdenziale lanciato dal 'Festival del lavoro', organizzato a Treia (Macerata) dai consulenti del lavoro. Sul tema della previdenza, e in particolare di quella complementare, infatti, si sono confrontati oggi politici e rappresentanti delle istituzioni e del mondo professionale.

Per Edoardo Gambacciani, direttore generale per le Politiche previdenziali del ministero del Lavoro, “ fondamentale un messaggio di fiducia per cambiare approccio e diffondere una cultura previdenziale soprattutto fra i giovani, per far capire che necessario costruire giorno per giorno il proprio futuro previdenziale”. "Il sistema deve rispondere a una funzione fondamentale che quella di garantire la tutela previdenziale nel medio-lungo periodo -ha aggiunto- e questo obiettivo va tenuto presente in qualunque intervento. Sostenibilit e adeguatezza sono due aspetti collegati perch la precondizione la sostenibilit del sistema, senza la quale non si pu fare l'ulteriore passo verso l'adeguatezza”.

A fare i calcoli di quanto dovranno versare i giovani che entrano oggi nel mercato del lavoro per costruirsi una pensione dignitosa sono gli attuari. “Il passaggio al sistema contributivo -ha detto Giampaolo Crenca, presidente del Consiglio nazionale degli attuari - ha risolto, da una parte, la questione della spesa ma, dall'altra, ha creato un altro problema, cio il rischio che le pensioni future avranno un tasso di sostituzione finale di gran lunga inferiore rispetto all'ultima retribuzione. Intervenire sula previdenza di base -ha avvertito- senza avere una previdenza complementare significa fare un intervento a met. E, sul fronte della previdenza complementare, bisogna intervenire con la contribuzione. Secondo i nostri calcoli, un giovane deve versare almeno il 10% a partire dai 25 anni, quindi da subito, per compensare quello che verr automaticamente ridotto dal sistema di base. Quindi, bisogna puntare tutto sulla previdenza complementare e farla partire veramente”.

Da parte sua, Nedo Poli (Udc), membro della commissione Lavoro della Camera dei deputati, ha sottolineato che “per i giovani il futuro previdenziale difficile perch il secondo pilastro ancora non esiste e perch nell'attuale mercato del lavoro ci sono troppe tipologie contrattuali atipiche che complicano la vita contributiva”. Per Poli, occorre quindi “promuovere la previdenza complementare anche con incentivi fiscali ai giovani che entrano nel mercato del lavoro e poi colmare la carenza di informazione e formazione”.

Cesare Damiano, esponente del Pd in commissione Lavoro della Camera ed ex ministro del Lavoro, ha rimarcato: “Non bisogna perdere un solo giorno lavorato per fare la pensione. E non bisogna rinunciare all'obiettivo della previdenza complementare, soprattutto per i giovani. Se il governo si 'accorgesse' della previdenza complementare, sarebbe un passo avanti”.


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