100 anni di verticali e orizzontali, un secolo di parole crociate

ultimo aggiornamento: 07 aprile, ore 17:17
Roma - (Adnkronos) - Invenzione Usa del 1913, ma l'idea nasce 20 anni prima in Italia grazie a Giuseppe Airoldi: nel 1890 pubblic il suo cruciverba su 'Il Secolo illustrato della domenica. Negli anni '30 arriva la Settimana enigmistica


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Roma, 7 apr. (Adnkronos) - Oggi ci sono le app da scaricare per lo smartphone e centinaia di siti dove cimentarsi on line, ma da un secolo la magia di quella 'tastiera' fatta di un alternarsi di caselle bianche e nere dove comporre sinfonie verbali e' rimasta intatta. Le parole crociate compiono cento anni, nate nel 1913 dall'intuizione (o quasi) di Arthur Wynne, giornalista inglese trapiantato negli States. Il 21 dicembre di quell'anno il 'Fun', supplemento domenicale del New York World, mette in pagina per la prima volta un nuovo gioco, il 'word-cross puzzle', il capostipite di tutti i cruciverba, termine che sara' coniato nel 1929 dall'editore Valentino Bompiani.

La paternita' delle parole crociate, in realta', e' ancora oggetto di dibattito. Perche' secondo alcuni studiosi della materia ad idearle fu, gia' nel 1890, un italiano: l'impiegato e giornalista Giuseppe Airoldi. Il suo cruciverba apparve per la prima volta quell'anno su 'Il Secolo illustrato della domenica'. Ma, si sa, tutto cio' che arriva dalla lontana America fa subito tendenza. Per questo, se l'idea di Airoldi passo' quasi inosservata, quando lo stesso gioco, qualche anno dopo, varco' l'Oceano per sbarcare anche in Italia il successo non tardo' ad arrivare.

Dal flop di Airoldi al boom decretato in Usa per il gioco lanciato da Wynne, che di fatto rilancia e perfeziona l'idea di Airoldi, il passo e' breve e la febbre delle 'parole incrociate' sale rapidamente ad ogni latitudine, Italia compresa. Nel nostro Paese, pero', una vera e propria diffusione dei cruciverba si registra solo nel 1925, quando la Domenica del Corriere pubblica il primo 'indovinello delle parole crociate', definizione al cento per cento 'italica', stante il divieto del regime fascista per i termini stranieri, soprattutto quelli nella lingua della 'perfida Albione'.

Il cammino verso un successo inarrestabile ed inesauribile, pero', inizia nel 1932, quando nelle edicole italiane compare La Settimana enigmistica, vera e propria icona per gli appassionati del genere. Un 'oggetto di culto' che resiste, nella sua versione cartacea, ancora oggi, anche al cospetto della rete e dei cellulari che tutto sembrano travolgere. Intanto, nel 1930 il termine cross-word compare nei dizionari a testimonianza del successo sempre piu' crescente di questo gioco.

La Settimana enigmistica e' gia' nella versione 'aggiornata' del gioco lanciato da Wynne, vale a dire con il riquadro al cui interno si alternano le caselle bianche, numerate, e quelle nere, a differenza della versione originaria del cross-word. A contribuire in larga parte al successo della Settimana sara', a partire dagli anni Sessanta, Piero Bartezzaghi, perito chimico con la passione per rebus e cruciverba.

Nel 1960 Bartezzaghi lascia la Montecatini per essere assunto come redattore alla Settimana enigmistica. A soli 13 anni aveva inviato il suo primo cruciverba alla Domenica del Corriere. Due anni dopo inizia la collaborazione con la Settimana enigmistica, che non potra' piu' fare a meno delle sue 'creazioni'. Gia' negli anni Cinquanta Bartezzaghi e' il curatore di un raffinato e difficile cruciverba a schema libero pubblicato immancabilmente a pagina 41, e conosciuto fra gli appassionati come 'il Bartezzaghi'. E', di fatto, la sua consacrazione. Dei tre figli, sara' Alessandro a raccoglierne l'eredita', diventando per decenni una delle colonne portanti della Settimana.


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