Blitz contro l'Ndrangheta, 39 arresti tra Calabria e Lombardia

ultimo aggiornamento: 13 novembre, ore 15:37
Reggio Calabria - (Adnkronos) - Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di diversi reati fra cui associazione mafiosa, estorsione, porto abusivo d’armi, usura e illecita concorrenza per il condizionamento di appalti pubblici e truffa. Gli arrestati avrebbero condizionato anche l'elezione del presidente della comunit montana 'Aspromonte orientale'


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Reggio Calabria, 13 nov. (Adnkronos) - Blitz dei carabinieri nella Locride e nelle province di Vibo Valentia, Cosenza e Como, per l'esecuzione di 39 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Dda reggina. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, porto abusivo d'armi, usura, illecita concorrenza per il condizionamento di appalti pubblici, minaccia, esercizio abusivo dell'attivit di credito, truffa, furto di inerti, intestazione fittizia di beni, con le aggravanti della metodologia mafiosa e della transnazionalit.

L'operazione denominata 'Saggezza', ha consentito di documentare gli organigrammi e le attivit illecite dell'associazione accertando l'esistenza e l'operativit di cinque "locali" di ndrangheta, riferibili a famiglie di riferimento come i Romano ad Antonimina, Varacalli ad Ardore, Raso a Canolo, Nesci a Cimin, Fabiano a Cirella di Plat, individuandone le figure apicali che esercitano il controllo su tutto il loro territorio.

Le indagini hanno ricostruito i vertici dei locali e individuato i circuiti economici in cui erano inseriti. In particolare gli indagati, secondo l'accusa, conseguivano profitti illeciti condizionando gli appalti pubblici mediante atti di concorrenza sleale, di gestione e controllo diretto ed indiretto di attivit economiche nel settore edilizio, nel movimento terra e nel taglio boschivo in localit aspromontane.

Gli inquirenti hanno poi scoperto una sorta di struttura di governo intermedio della 'ndrangheta chiamata 'Corona'. Il capo stato identificato in Vincenzo Melia. Nella struttura ci sono anche i ruoli di capo consigliere e consigliere. La Corona, hanno spiegato in conferenza stampa il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza e l'aggiunto Nicola Gratteri, una novit dell'organizzazione e sarebbe stata ideata per regolamentare le doti e stabilire le regole della criminalit reggina. Il nome dell'operazione deriva da un'intercettazione del capo Vincenzo Melia in cui afferma di essersi sempre comportato con saggezza.


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