Bray difende velodromo Vigorelli: "No a demolizione pista, elemento storico"

Fausto Coppi sulla pista del VigorelliFausto Coppi sulla pista del Vigorelli
ultimo aggiornamento: 03 giugno, ore 13:51
Roma - (Adnkronos) - Il ministro dei Beni culturali scende in campo in difesa della 'Scala' del ciclismo e boccia di fatto il progetto vincitore del bando di recupero dell'impianto sportivo: "E' da rivedere" perch "prevede la completa demolizione della pista storica" che "elemento essenziale per la permanenza dei valori storico-documentali rappresentati dall'edificio"


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Roma, 3 giu. (Adnkronos) - "La pista del velodromo Vigorelli-Maspes un elemento storico essenziale, il progetto di rifacimento vincitore del bando che ne prevede la demolizione contrasta con le linee di indirizzo fornite dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano".

Scende in campo a difesa dello storico velodromo, soprannominato "la 'Scala del ciclismo'", il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, bocciando di fatto il progetto vincitore del bando di recupero dell'impianto sportivo, la cui pista chiusa da anni ma aperto per le partite di football americano. Al ministro Bray si era rivolto, la scorsa settimana, il 'Comitato rivogliamo il Vigorelli', associazione spontanea di appassionati della pista e cicloattivisti. Il progetto in contrasto, scrive oggi in una nota Bray, "in quanto prevede la completa demolizione della pista storica" definita "elemento essenziale per la permanenza dei valori storico-documentali rappresentati dall'edificio; la sostituzione di parti consistenti dei corpi che ospitano le tribune, gli spogliatoi e gli altri locali accessori".

Sulla base di questi elementi, continua la nota, "la direzione regionale della Lombardia ha scritto al comune di Milano, precisando l'attuale regime vincolistico e gli obblighi autorizzativi nei confronti degli Uffici Mibac. Il Velodromo oggi tutelato ope legis, in quanto bene immobile di propriet pubblica la cui esecuzione risale a oltre settant'anni, non ancora sottoposto al procedimento di 'verifica dell'interesse culturale'".

La direzione regionale ha programmato per domani, alle 16, un incontro con l'assessore milanese all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris "al fine di trovare una soluzione per contemperare le esigenze dell'amministrazione comunale con quelle della tutela di un sito con un'importante valenza storica e sociale". Proprio oggi, il Comitato aveva ribadito il proprio punto di vista sulla vicenda, criticando proprio le posizioni di palazzo Marino: la demolizione prevista dagli uffici comunali, scrivono gli attivisti, "interviene in un momento storico in cui il mondo del ciclismo urbano mutato radicalmente rispetto a 15 anni fa, i velodromi di mezza Europa sono pieni, i ciclisti in citt sono decuplicati, la bicicletta vive una nuova fase di rinascita sia dal punto di vista dell'uso quotidiano che da quello sportivo, tanto da riportare le aziende a realizzare grandi numeri in tutto il mondo. L'"operazione nostalgia", come stata liquidata dall'assessora allo Sport, Chiara Bisconti, sarebbe al contrario un investimento sul futuro, come molti paesi stranieri hanno con lungimiranza compreso e come troppi in questo Paese si ostinano a non riconoscere".


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