Blitz contro la 'ndrangheta

Duro colpo alla cosca Bellocco: 23 arresti tra Calabria, Lombardia e Svizzera

ultimo aggiornamento: 24 novembre, ore 15:50
Reggio Calabria - (Adnkronos/Ign) - In manette affiliati del clan di Rosarno. Perquisizioni domiciliari e sequestro di beni e aziende per 2,5 milioni di euro tra cui una societ che opera nel settore dei call center


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Reggio Calabria, 24 nov. (Adnkronos/Ign) - La Polizia e l'Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria ha eseguito, alle prime luci dell'alba, 23 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti affiliati alla cosca Bellocco di Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, in Lombardia e in Svizzera. Vengono contestati, a vario titolo, delitti di associazione mafiosa, detenzione di armi, rapine, intestazione fittizia e altri..

L'inchiesta, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria con la Procura di Palmi, in collegamento investigativo con la Dda di Milano e la Procura federale svizzera della sede di Lugano, ha riguardato le infiltrazioni economiche della cosca di 'ndrangheta Bellocco in Lombardia e ha fatto scattare anche numerose perquisizioni domiciliari.

Sotto la lente degli inquirenti, in particolar modo, la 'Blue Call', una societ che opera nel settore dei call center (con sedi sedi a Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano e a Rende in provincia di Cosenza), riconducibile ai Bellocco. La stessa societ tra i beni sequestrati per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro nel blitz in seguito all'inchiesta avvenuta tra la fine del 2010 e gli inizi del 2011. Sequestrata, inoltre, una sala giochi a Cormano (Milano).

E' stato un commercialista di origini calabresi a far entrare la cosca Bellocco nell'affare dei call center. Emilio Fratto, 44 anni indicato dagli investigatori come latitante, avrebbe offerto un supporto qualificato al gruppo criminale. La vicenda emersa dalle conversazioni intercettate tra gli indagati. In particolare, gi dal gennaio 2011, rilevano gli investigatori, Umberto Bellocco e gli altri sodali hanno iniziato a far tappa nelle sedi operative dell'azienda a Cenusco sul Naviglio (Milano) e Rende (Cosenza) e in questo contesto sono emerse le prime conversazioni indicative dell'avvenuto ingresso nella societ. Il commercialista Fratto si assunto l'onere di riorganizzare l'intero apparato aziendale utilizzando personale gi dipendente della Blue Call.

E' lo stesso Umberto Bellocco a dire, in una conversazione intercettata che stava ''gestendo un call center a Cernusco sul Naviglio''. Un altro soggetto, Carlo Antonio Longo (origiario di Galatro e domiciliato in Svizzera, destinatario del provvedimento restrittivo) si accreditato come imprenditore di successo dal momento che ''stava per entrare, in qualit di socio, all'interno di un call center con 800 dipendenti e una sede ubicata in provincia di Cosenza''.

In un'intercettazione della Polizia federale svizzera, Longo parlava con un ospite dell'affare e gli raccontava che i soldi occorrenti a entrare in societ erano stati investiti da un terzo soggetto che era debitore di Fratto. Con questa operazione avrebbe saldato tale debito. Lo stesso Longo, infine, ha ammesso di avere parlato con Umberto (riferendosi evidentemente a Bellocco, secondo gli inquirenti) in merito ad alcuni aspetti dell'operazione.


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