Il caso del comune ligure

'Femminicidio, colpa delle donne', prete choc a Lerici. Telefono Rosa: 'Grave offesa'

Il manifesto affisso nella bacheca della chiesa di San Terenzo   Il manifesto affisso nella bacheca della chiesa di San Terenzo
ultimo aggiornamento: 26 dicembre, ore 18:34
La Spezia - (Ign) - Polemica dopo il volantino affisso da don Piero Corsi sulla chiesa di San Terenzo, poi rimosso. L'appello delle donne al Papa e a Monti: "Lede la nostra dignit". Pontifex: "Innocente gesto che ha dato inizio ad una sorta di 'crociata dei pezzenti'"


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La Spezia, 26 dic. - (Ign) - Bufera dopo l'affissione del manifesto choc fuori dalla chiesa di San Terenzo, a Lerici, in provincia di La Spezia, poi rimosso. Protagonista il parroco don Piero Corsi che in una lettera posta nella bacheca del luogo santo affibbia alle donne parte della "responsabilit" di violenze, stupri e omicidi. Perch? In sostanza, "provocano", indossando abiti succinti. Il documento un estratto dalla lettera apostolica "Mulieris dignitatem" commentata dall'editorialista del sito Pontifex.it, dal titolo "Donne e il femminicidio facciano sana autocritica. Quante volte provocano?".

Nel documento si legge, testualmente: "Femminicidio: le donne facciano autocritica, quante volte provocano?" o, ancora: "Possibile che in un sol colpo siano impazziti tutti?" e "cadono nell'arroganza e si sentono indipendenti" o, ancora: "Donne e ragazze in abiti succinti provocano gli istinti, facciano un sano esame di coscienza: forse ce lo siamo andato a cercare". Espressioni che hanno gettato nello sconcerto i parrocchiani. Peraltro,Don Piero Corsi non la prima volta che lascia sbigottiti per iniziative simili. Gi si era fatto notare per aver affisso, sempre nella bacheca della sua chiesa, volantini satirici contro l'Islam e contro gli immigrati.

Il volantino, affisso per le festivit di Natale, stato rimosso questa mattina. Non in tempo per fermare le polemiche. La notizia infatti ha provocato una dura reazione di Telefono Rosa che, appellandosi anche a Monti e Benedetto XVI, aveva chiesto l'immediata rimozione del manifesto, definito "una gravissima offesa alla dignit delle donne".

Il presidente di Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli aveva detto: "Non solo un problema di forma o di dignit lesa. Noi di Telefono Rosa riteniamo che questo messaggio sia una vera e propria istigazione ad un comportamento violento nei confronti delle donne, perch si offre una inaudita e insensata motivazione ad atti criminali contro di esse".

"In Italia, che il paese con il maggior numero di femminicidi d'Europa - ha ricordato la presidente di Telefono Rosa - e ha un altissimo numero di violenze consumate all'interno delle mura domestiche, un episodio come questo non pi tollerabile".

A difesa del sacerdote l'articolo su Pontifex.it. "Il gatto continua a vedersi leone, duole dirlo ma siamo alle solite. Un sacerdote ha fatto quello che fanno in tanti: stampare articoli, interviste, editoriali o documenti tratti da Pontifex.Roma, ed apporli in bacheca in Chiesa - si legge in un articolo di commento sul sito Pontifex -. Questo innocente gesto ha dato inizio ad una sorta di 'crociata dei pezzenti' messa in piedi da alcuni arroganti tuttologi dell'informazione". E ancora: "E' mai possibile che quando si parla di fede, morale, liturgia e disciplina (cattolica) tutti si elevino a 'professori' e tutti dicano la loro? Questo atteggiamento da reprobi ed da irresponsabili, oltre ad essere gravemente offensivo nei riguardi di Dio".

E dopo aver preso di mira i titoli che i media hanno dedicato alla notizia del volantino ("torna l’inquisizione"), l'articolista di Pontifex ha posto una domanda al lettore: "Se, casomai, il figlio la cui madre stata uccisa da un amante geloso, gi afflitto di suo, dovesse leggere certe false dichiarazioni attribuite a don Corsi e, mancando di senno, dovesse scagliare una pietra contro il sacerdote, a chi sarebbe ascrivibile la colpa?"


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