Inps, maxi-truffa da 22 milioni di euro Quattro arresti, indagato un senatore

ultimo aggiornamento: 03 giugno, ore 19:05
Roma - (Adnkronos/Ign) - In carcere sono finiti due avvocati e una funzionaria Enas, ai domiciliari una collaboratrice. Indagato Aldo Di Biagio, eletto nelle ultime elezioni nelle file di Scelta civica. L'operazione condotta dal Nucleo valutario della Guardia di finanza


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Roma, 3 giu. (Adnkronos/Ign) - Quattro persone, e non sei come si era appreso in un primo momento, sono state arrestate questa mattina dal Nucleo valutario della Guardia di finanza per le accuse di truffa all'Inps e al ministero della Giustizia.

L'inchiesta ha portato in carcere due avvocati, Nicola Staniscia e Gina Tralicci, e la funzionaria dell'Enas Adriana Mezzoli. Agli arresti domiciliari finita invece Barbara Conti, collaboratrice dello studio Staniscia. Eseguite diverse perquisizioni con sequestro di beni immobili.

Nell'inchiesta indagato il senatore Aldo Di Biagio, eletto nelle ultime elezioni nelle file di Scelta civica. Per lui stato ipotizzato il reato di associazione per delinquere. Ma Di Biagio parla di "un carosello di fango e sciacallaggio, come un vero e proprio capro espiatorio di un intero sistema. Sono indignato di tanta vergognosa speculazione".

Al centro della vicenda processuale l'indagine sulla sottrazione dalle casse dell'Inps di 22 milioni di euro attraverso un'attivit illecita nella quale stata configurata per 13 persone l'associazione per delinquere, la truffa aggravata ai danni dello Stato, la falsit commessa da pubblici ufficiali e il riciclaggio.

Secondo quanto emerso, le persone finite in carcere avrebbero presentato ricorsi contro l'Inps a nome di soggetti ignari o che addirittura erano deceduti all'estero per avere la liquidazione di contributi o di rimborsi conseguenti a cause da loro fatte. La truffa ha riguardato anche il ministero della Giustizia contro il quale gli avvocati in questione presentavano ricorsi allo scopo di ottenere cos come prevede la cosiddetta legge Pinto i rimborsi conseguenti alle lungaggini dei procedimenti processuali da loro messi in atto.

Coinvolto nella vicenda anche un ex dipendente della Banca Intesa. Si tratta di Vincenzo Palazzo, ora in pensione, che si sarebbe prestato a riciclare gli assegni che gli organizzatori della truffa avevano ricevuto a titolo di equa riparazione. Nell'ambito dell'indagine sono state fatte diverse perquisizioni con sequestro di beni immobili riconducibili agli avvocati Staniscia e Tralicci. Identificati anche conti esteri aperti nell'arco di cinque anni in banche straniere per un importo complessivo di due milioni e mezzo di euro.

In margine alla vicenda principale e attraverso intercettazioni telefoniche gli investigatori hanno anche accertato l'esistenza di un risvolto che ha coinvolto anche un docente universitario Paolo Garau. Il gip Paola Della Monica gli ha contestato il reato di falso ideologico. E questo in relazione al fatto che il docente, in ruolo alla Sapienza, avrebbe attestato il superamento di un esame, valutato con 30, al figlio di Staniscia, che per sarebbe stato informato in anticipo sulle domande che gli sarebbero state rivolte.

Nel corso degli accertamenti sono state effettuate diverse perquisizioni e sono stati messi i sigilli a beni immobili di pregio a Cortina d'Ampezzo e a Roma acquistati con il danaro ricavato dalle cause finite sotto la lente del magistrato. Consistenti provviste finanziarie sono state poi trovate, oltre che in Svizzera, in Lussemburgo, Gran Bretagna e Panama.


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