Kazakhstan: Amnesty, espulsione atto contrario a diritto, revoca non basta

ultimo aggiornamento: 13 luglio, ore 20:28

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Roma, 13 lug. - (Adnkronos) - Con l'espulsione di Alma Shalabayeva e della figlia di 6 anni, l'Italia ha compiuto ''un atto contrario al diritto internazionale, peraltro con procedura sommaria e persino sconosciuta alle nostre autorita' politiche''. E anche la revoca di quell'atto, ''non esonera il nostro Paese dal continuare a garantire l'incolumita' della donna e della bambina''. Il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Nouri, commenta cosi' all'Adnkronos la vicenda che vede protagonista la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, rimpatriata dopo un blitz della Polizia, che lo scorso 29 maggio l'ha fermata in una villa alla periferia di Roma. Provvedimento revocato ieri dal governo.

''La moglie e la figlia di un oppositore politico sono state rinviate in un Paese che non da' nessuna garanzia dal punto di vista della tutela dei diritti umani, dove e' praticata costantemente la tortura e dal quale il marito era andato in esilio'', denuncia il portavoce di Amnesty. Adesso, sottolinea, ''e' importante chiarire come tutto questo sia accaduto, anche se e' difficilmente spiegabile'', ma soprattutto serve che l'Italia, se la donna vuole rientrare, ''faccia tutto quanto e' nelle sue possibilita', attraverso pressioni sul governo kazako, perche' abbia la liberta' di farlo''. Dunque ''servono garanzie. L'Italia ha corresponsabilita' in questa vicenda - conclude Nouri - perche' in Kazakhstan ce l'ha rimandata''.


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