Lodi, 17enne falciata in bicicletta da un Suv: l'investitore era ubriaco

Altea Trini, la 17enne falciata in bicicletta da un suv in provincia di Lodi (Foto da Twitter)Altea Trini, la 17enne falciata in bicicletta da un suv in provincia di Lodi (Foto da Twitter)
ultimo aggiornamento: 12 novembre, ore 19:22
Roma - (Adnkronos/Ign) - Dagli accertamenti a cui l'automobilista stato sottoposto emerso che il tasso alcolemico era superiore a quello consentito dalla legge. Appello '#salvaiciclisti' a Napolitano: "Non intervenire una volont politica. Non porre fine a tutto ci vuol dire essere complici di chi ha in spregio la vita altrui"


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Lodi, 12 nov. (Adnkronos) - E' stato denunciato in stato di libert per guida in stato di ebbrezza il conducente della vettura che ieri ha investito e ucciso la 17enne, in bici con un gruppo di scout a Casalmaiocco (Lodi). Secondo quanto fanno sapere i carabinieri di Lodi, dagli accertamenti a cui l'automobilista stato sottoposto all'ospedale Maggiore emerso che il tasso alcolemico era superiore a quello consentito dalla legge. La sua patente di guida stata ritirata.

L'incidente avvenuto ieri sera: la vittima stata soccorsa dal personale del 118. Intubata sul posto e sottoposta a circa 20 minuti di manovre di rianimazione da parte del medico dell'automedica, la ragazzina stata poi trasportata dall'elicottero del 118 di Milano presso l'ospedale Niguarda. Ma morta poco dopo.

Solo al termine di tutte le indagini legate all'esatta ricostruzione della dinamica dell'incidente, spiegano i carabinieri di Lodi, sar possibile delineare le complessive cause del sinistro e quindi le eventuali ulteriori ipotesi di reato.

Intanto oggi un giorno di dolore per i compagni di classe e i professori del'IIS 'Volta' di Lodi, la scuola frequentata dalla ragazza. "Stringiamo in un abbraccio i genitori, i parenti, i compagni, gli scout di Lodi e tutti coloro che conoscevano e apprezzavano questa giovane ragazza - si legge in un messaggio pubblicato sul sito dell'istituto, dove la 17enne frequentava la quarta classe del liceo biologico - Oggi solo il momento di condivisione del dolore, immenso, che la scomparsa di questa giovane studentessa provoca in tutti noi".

Salgono cos a 217 i ciclisti e a 619 i pedoni uccisi in Italia dall'inizio dell'anno. "I pedoni e i ciclisti in quanto utenti stradali non esistono per lo Stato italiano", lamenta una donna dell'associazione #salvaiciclisti nella lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e per conoscenza al premier Mario Monti e ai ministri dell'Interno Annamaria Cancellieri e dei Trasporti Corrado Passera. Quindi, l'accusa: "Non intervenire una volont politica. Non porre fine a tutto ci vuol dire essere complici di chi ha in spregio la vita altrui".

Scrive l'associata a #salvaiciclisti nella lettera indirizzata al Quirinale: "Essere travolti da un suv mentre si percorre un'infrastruttura pubblica come una strada provinciale o una qualunque altra infrastruttura per la pubblica viabili davvero una fatalit ineluttabile? Permettere a chi ha il veicolo pi potente di lanciarlo alla velocit desiderata, davvero qualcosa di incontrovertibile? Avere la liceit di guidare un mezzo cos potente con atteggiamento lieve e distratto, e in questo caso criminale data la velocit, davvero inevitabile?".

Prosegue la missiva: "La verit che questi non sono incidenti. La verit che le strade sono progettate per assicurare l'incolumit di una sola categoria di utenti: gli automobilisti. La verit che le regole del Codice della strada non vengono rispettate e fatte osservare, n su strade urbane n su strade extraurbane. La verit che la categorie di utenti leggeri della strada, ossia ciclisti e pedoni, non viene contemplata nella pianificazione per la sicurezza stradale e nello sforzo di progettazione e applicazione di sistemi di sicurezza avanzati. La verit che la folle corsa impostaci dalla motorizzazione non contempla il rispetto per la vita".

Prende una dura posizione anche l''Associazione italiana familiari e vittime della strada', che in un'altra al presidente della Repubblica si schiera con il movimento #salvaiciclisti. "Nel leggere la lettera a Lei inviata dal movimento salvaicicisti - scrive l'Aifvs -, riguardante la giovane vita di una ragazza di 17 anni colpevolmente spezzata sull'asfalto da un Suv lanciato a folle velocit, ne condivide pienamente il contenuto, in linea con la battaglia culturale per fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti che, caparbiamente, porta avanti da oltre 12 anni".


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