Napoli, il cardinale Sepe ai camorristi: "Pentitevi, arriver il giudizio di Dio"

ultimo aggiornamento: 08 dicembre, ore 16:42
Napoli - (Adnkronos/Ign) - Appello dell'arcivescovo per la festa dell'Immacolata dopo gli ultimi episodi di violenza a Scampia: "Pensate ai vostri figli e alle vostre mogli quando state per compiere un delitto privando della vita un vostro simile"


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Napoli, 8 dic. - (Adnkronos/Ign) - "E' inammissibile che per uccidere il nemico e concorrente si vada fin dentro una scuola dove ci sono piccoli innocenti. E' gente questa senza cuore che vive solo di efferatezza e di malvagit. Come Chiesa e come comunit umana non smetteremo mai di lottare contro questi seminatori di morte che sono senza dignit e senza storia. A loro diciamo: pentitevi, ravvedetevi pensate ai vostri figli e alle vostre mogli quando state per compiere un delitto privando della vita un vostro simile. Dopo il giudizio di condanna di questa societ arriver anche per voi il giudizio di Dio". Lo ha detto l'arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, davanti alla folla intervenuta in piazza del Ges per la festa dell'Immacolata riferendosi agli ultimi episodi di violenza a Scampia.

"E' inconcepibile che un innocente venga ucciso per un sms o messaggino non arrivato in tempo. E' inaccettabile il linguaggio di chi spavaldamente e crudelmente dice che quando comincia a sparare non riesce a fermarsi", ha quindi aggiunto il cardinale puntando il dito contro gli assassini di Lino Romano un ragazzo per bene ucciso dai sicari per errore.

Quindi, parlando di Napoli, ha detto che "amare" questa citt ed "essere pronti a proteggerla e a fare scudo contro chi la denigra" non significa "chiudere gli occhi davanti a una realt ancora troppo amara e talvolta penosa". "Guardare il male - ha detto Sepe - un modo per non voltare le spalle e dover scegliere tra ignavia o connivenza. L'inventario dei mali di questa citt, lo sappiamo bene, ha per capofila quell'agglomerato di vilt e di pochezza umana che si fa sponda della violenza pi infame per portare a casa la preda degli sciacalli: quella che infierisce sulle disgrazie e sui pi deboli per trarre un proprio miserabile profitto".

"Non abbiamo bisogno di andare a cercare motivi giusti e ragioni adeguate per amare una citt come questa - ha sottolineato il cardinale - semmai, vogliamo confermare che vogliamo spendere ancora le nostre migliori energie per costruire un cammino di speranza non aleatorio, ma segnato da pietre miliari, certe ed affidabili".

Dalla cronaca all'economia, Sepe ha poi definito "devastante il quadro per il lavoro che manca". Un dramma che "si abbatte sui nostri giovani e che riguarda anche padri e madri che fanno parte sempre meno di un ciclo produttivo. Muoiono le imprese, non ci sono prospettive di occupazione di una giovent che vede svanire anche la speranza perch sempre pi disorientata e intorno alla quale suonano, senza ritegno, le macabre sirene della malavita organizzata".


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