Processo Ruby, s a legittimo impedimento Boccassini: da Berlusconi oltraggio a Corte

Silvio Berlusconi (Xinhua)  Silvio Berlusconi (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 12:30
Milano - (Adnkronos) - Il pm aveva chiesto di non riconoscere come assoluto l'impedimento avanzato dall'ex premier e di "poter concludere la sua requisitoria". La difesa: ''Toni inaccettabili''. Assenti in aula il Cavaliere e i suoi avvocati. Niente udienze in settimana, si torna in aula il 25 marzo. Difesa di Berlusconi chiede di spostare processi milanesi a Brescia


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Milano, 18 mar. (Adnkronos) - I giudici del Tribunale di Milano hanno riconosciuto come legittimo l'impedimento di Silvio Berlusconi impegnato nelle riunioni dei gruppi parlamentari del Pdl per l'elezione dei capigruppo della Camera e del Senato. Per questo l'udienza di oggi del processo Ruby in cui l'ex premier imputato per concussione e prostituzione minorile stata rinviata.

Il collegio presieduto da Giulia Turri non ha invece riconosciuto come legittimo l'impedimento per i legali del Cavaliere sottolineando che ''non stata fornita nessuna prova, n le ragioni'' perch i sostituti processuali non fossero in aula.

In aula il procuratore aggiunto Ilda Boccassini aveva chiesto al collegio di Milano di non riconoscere come assoluto l'impedimento avanzato dall'ex premier e di "poter concludere la sua requisitoria". Per il pm l''assenza di Berlusconi e dei suoi legali rappresenta "un oltraggio alla Corte". La richiesta di rinviare il processo e quindi bloccare ancora una volta la requisitoria ''in un altro Paese sarebbe un oltraggio, vilipendio e un disprezzo per la Corte e lo anche qui''.

Niccol Ghedini e Piero Longo, come il loro assistito Berlusconi, non erano in aula perch impegnati a Roma, assenti anche i sostituti della difesa. Secondo Boccassini sui loro impegni, rappresentati da un'avvocatessa, "possiamo essere d'accordo sul ritenere legittimo l'impedimento, ma non assoluto. Pur avendo un calendario fissato da mesi si consente, soltanto in questo processo, sono 34 anni che faccio il pm" l'assenza anche dei sostituti processuali.

Fermare il processo, "sarebbe un oltraggio alla Corte e non consentito neanche in Italia. Il processo deve andare avanti - aveva sottolineato - perch non siamo in presenza di un impedimento assoluto n per quanto riguarda le difese che potrebbero essere ben rappresentate, n per Berlusconi. Chiedo dunque - aveva concluso - che il processo vada avanti e si consenta al pm di concludere" con la requisitoria.

Immediata la reazione di Ghedini e Longo, per i quali ''i toni e i modi utilizzati dalla dottoressa Boccassini stamani in udienza nel processo cosiddetto Ruby, sono davvero inaccettabili e dovranno trovare compiuta valutazione nelle sedi opportune". "Comunque - secondo i legali - tale atteggiamento dimostra ancor pi, se ve ne fosse bisogno, l'assoluta impossibilit di affrontare serenamente quel processo a Milano".

Inoltre, "si deve fra l'altro ricordare per completezza d'informazione, visto che la Boccassini sembra non conoscere il dato processuale", che i difensori di Berlusconi "avevano gi nelle scorse udienze revocato ogni nomina di sostituti e quindi qualsiasi riferimento agli avvocati Perroni e Dinacci (i sostituti processuali oggi assenti in aula, ndr) del tutto fuorviante".

Il calendario fissato solo mercoled scorso per il caso Ruby viene rivisto. Le udienze ravvicinate che avevano provocato la reazione della difesa di Berlusconi non verranno celebrate e si torner in aula luned 25 marzo alle ore 14.

Uno stop pi prolungato dovuto all'istanza di remissione presentata dai legali del Cavaliere con cui si chiede che i processi in corso a Milano vengano spostati a Brescia. Una settimana per consentire eventualmente alla Corte di Cassazione di pronunciarsi sull'ammissibilit.

Niente udienze dunque mercoled e gioved, si torna in aula luned quando Boccassini potrebbe concludere la requisitoria 'interrotta' il 4 marzo.


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