Finora era stata erroneamente attribuita alla scuola tedesca del XIX secolo

Esposta in anteprima in Svezia la 'Bella principessa', capolavoro di Leonardo

'Profilo della bella principessa' attribuito a Leonardo  'Profilo della bella principessa' attribuito a Leonardo
ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 13:12
Roma - (Adnkronos) - Il disegno su pergamena attribuito al genio di Vinci sar in mostra a Goteborg da sabato al 15 agosto. L'attribuzione confermata da illustri studiosi e specialisti internazionali. L'annuncio della scoperta riportato dal 'Times' e dal 'Guardian'
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Roma, 17 mar. (Adnkronos) - Un inedito capolavoro di Leonardo da Vinci (1452-1519), intitolato 'Profilo della bella principessa' e realizzato intorno al 1490, verr esposto in anteprima mondiale per la prima volta in Svezia. Il 'nuovo' Leonardo sar in mostra nell'Eriksbergshallen di Goteborg da sabato 20 marzo al 15 agosto, in una grande rassegna intitolata 'And there was light. The Masters of the Renaissance' (E luce fu. I maestri del Rinascimento), dedicata a Leonardo, Michelangelo e Raffaello, a cura di Francesco Buranelli, gi direttore dei Musei Vaticani, e Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci. Insieme a 60 opere rinascimentali verranno presentati 17 lavori di autori contemporanei in un gioco di rimandi e ''dialoghi'' tra antico e nuovo.

La mano di Leonardo nella 'Bella principessa' stata identificata recentemente dal professor Vezzosi, opera da lui segnalata come 'Profilo nuziale di giovane dama' e definita 'inedita' in un libro. L'opera, che finora era stata erroneamente attribuita alla scuola tedesca del XIX secolo, appartiene al collezionista canadese Peter Silverman. Il direttore del Museo Ideale di Vinci ha assegnato il disegno su pergamena a Leonardo in base ''a un procedimento di analisi critica per evidenze, per esclusione e per confronto, basato su considerazioni storico-artistiche, tecniche ed estetiche, stilistiche e iconografiche, alle quali si sono aggiunti i risultati (di conferme e compatibilita') delle indagini scientifiche'', compresa l'identificazione di un'impronta digitale riconosciuta come dell'artista-scienziato del Rinascimento.

Noti studiosi e specialisti di Leonardo da Vinci (come Martin Kemp dell'Universit' di Oxford e, pur con tutte le cautele, Carlo Pedretti dell'Universit della California), hanno definito l'opera 'La bella principessa' la piu' rara e significativa scoperta degli ultimi cento anni dopo quella della 'Dama con l'ermellino', avvenuta agli inizi del Novecento. Fra i primi studiosi di chiara fama e di varie competenze a riconoscerla come opera di Leonardo sono stati Mina Gregori (professore emerito dell'Universit di Firenze e presidente della Fondazione Longhi) e Nicholas Turner (gi curatore dei disegni del Getty Museum di Los Angeles e del British Museum di Londra).

Il professor Kemp ritiene di aver identificato anche la giovane donna ritratta di profilo nel dipinto: dovrebbe trattarsi di Bianca Sforza, figlia di Ludovico Sforza, duca di Milano, e della sua amante, Bernardina de Corradis. Su questa sensazionale attribuzione, Kemp ha appena terminato di scrivere un libro di quasi 200 pagine. La piccola opera (33 cm x 23 cm) fu dipinta a gesso, penna e inchiostro: apparsa per la prima volta sul mercato antiquario da Christie's che la vendette all'asta per 19.000 euro nel 1998 a New York. Nel 2007 il dipinto passato di mano ed stato acquistato dal collezionista Silverman al quale si deve il finanziamento degli studi che ne hanno permesso la nuova attribuzione leonardesca.

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ugc
ernesto.solari ha scritto (06/10/2010 - ore 13:23) segnala un abuso
ugc
LA BELLA PRINCIPESSA E? CATERINA SFORZA ED E? OPERA NON SOLO DI LEONARDO MA DI AMBROGIO DEPREDIS COSI? COME LA VERGINE DELLE ROCCE DI LONDRA E LA DAMA CON L?ERMELLINO: ECCO LE PROVE In un mio precedente commento alla scoperta della Bella Principessa Leonardesca da parte degli esimi Prof.ri Alessandro Vezzosi e Martin Kemp, mi ero limitato a ipotizzare che la raffigurata non poteva essere Bianca Maria Sforza ma tuttalpi Bianca la figlia primogenita di Ludovico il Moro, morta a soli 14 anni nel 1496. Solo dopo almeno sei mesi, il Prof. Kemp afferm di aver scoperto che si trattava con certezza di Bianca Sforza, senza ricordare che tale identificazione era gi stata ipotizzata dal sottoscritto. Poi la Bella principessa ha preso il volo verso la Mostra di Goteborg in Svezia, dove stato esposto al fianco dello studio della Sant?Anna da me proposto un anno fa quale opera Leonardesca (si veda anche il N269 di Art Dossier di settembre 2010). A Goteborg stata presentata come opera di Leonardo solo la Bella Principessa, tutto il resto diventato solo un contorno, Michelangelo e Raffaello compresi. Ho deciso allora di osservare con uno sguardo pi attento quest?opera. E sono pervenuto ad una mia tesi sulla principessa che pone alcuni nuovi interrogativi e propone alcune importanti e definitive risposte ai numerosi quesiti che ancora esistono. La tesi di paternit del Prof. Kemp ha puntato il dito soprattutto sulla presenza di una ipotetica impronta di Leonardo che per non dimostra nulla, se non un?appartenenza ad un epoca o ad una scuola: quella delle impronte diventata quasi una moda sterile e mi convince sempre pi a non condividere la paternit leonardesca dell?opera. I motivi sono diversi, in primo luogo la tipologia del ritratto di profilo (mai utilizzata da Leonardo in un dipinto), poi la tecnica e infine lo stile. Che sia di buona fattura e di una certa resa estetica non vi sono dubbi, questo non pu essere pi sufficiente per un?attribuzione, come avvenne nel caso della Madonna Litta (che oggi siamo in molti a non ritenere opera del Vinci). Ritengo che questa opera possa essere pensata quale opera attribuibile almeno parzialmente ad un bravo allievo come Ambrogio De Predis, che in molte sue opere e soprattutto ritratti, ha dato dimostrazione di essere abile e squisito rifinitore, quasi un miniaturista o un cesellatore al pari del giovane Leonardo dell?Annunciazione . Il secondo punto ancora molto dibattuto riguarda l?identit della Principessa: alcuni anni fa in un mio libro ?Gioconda: il volto e l?anima? (edito da Aisthesis) presentai una tesi di identificazione della Gioconda con Bianca Sforza sulla base di un foglio dell?ambrosiana (il 385) che presenta due piccoli volti che potevano appartenere a Galeazzo Sanseverino e Bianca. L?ipotesi si basava anche sulla datazione del foglio 385 ma anche su quella coincidente del Condottiero di Leonardo che per molti studiosi raffigura proprio Galeazzo Sanseverino. In una successiva fase di studi, sempre legati alla Gioconda, emersero alcune possibili alternative sulla datazione dei suddetti reperti che potevano far ipotizzare l?appartenenza dei due volti del foglio 385 ad una coppia diversa da quella precedentemente individuata: la nuova coppia poteva essere Caterina Sforza e suo marito Girolamo Riario. Sulla base di tale ipotesi, la Gioconda potrebbe essere, in alternativa a Bianca Sforza, la tigressa della Romagna, Caterina Sforza; la recente esposizione della Gioconda nuda, della quale esistono diverse copie ma dell?originale leonardesco non si ha nessuna notizia, mi ha portato a vedere in tale versione una conferma per l?ipotesi Caterina relativamente alla Gioconda. Tornando alla Principessa, sulla base delle mie interpretazioni della Gioconda e sulle recenti ipotesi, ho pensato di verificare una possibile alternativa identificativa proprio confrontandola con la Gioconda. E mi sono chiesto se la Principessa non potesse essere il ritratto di una giovanissima Caterina Sforza. L?ipotesi, un po? provocatoria, non campata per aria. Esiste una prova che definirei inconfutabile e che mette fuori gioco definitivamente la tesi del Prof. Kemp. Si tratta della presenza sulla spalla della giovane principessa di due simboli ben precisi che ritroviamo nei ritratti di Caterina Sforza e di Girolamo Riario, ripresi su due piatti in ceramica di Deruta presenti nel Museo classense di Ravenna, in un dipinto ad affresco del Perugino presente in Vaticano e fra gli affreschi della Chiesa di Sant?Andrea a Melzo, una sorta di mausoleo sforzesco, dove sono stati ritrovati anche i resti di Galeazzo Maria Sforza, padre di Caterina . In realt questi due simboli sono ricollegabili proprio a Caterina e Girolamo. Ma non tutto, gli stessi simboli li ritroviamo, non certo casualmente, anche nel vestito di Maria della seconda versione della Vergine delle Rocce(Londra) attribuita soprattutto ad Ambrogio de Predis ma anche nella veste della Dama con l?ermellino (la presenza di tali simboli potrebbe costituire proprio una sorta di segno di riconoscimento della presenza del De Predis e della sua profonda collaborazione con Leonardo in tutti e tre i dipinti). E forse non sono neppure casuali le perplessit mostrate dal Prof. Carlo Pedretti, esperto leonardiano, proprio nel riferimento al particolare del vestito e del ricamo della manica. L?indagine relativa alla mia tesi ha proposto poi un Interessante confronto con alcuni ritratti di Caterina Sforza. primo fra tutti quello della Pinacoteca di Forl, nota come la Dama col mazzolino. Ho inoltre effettuato alcune sovrapposizioni che permettono di considerare molto simili i lineamenti, i rapporti formali, i colori, fra le diverse opere che mi hanno portato alla formulazione di un ulteriore interrogativo: la Bella Principessa e la Gioconda sono la stessa persona ma a distanza di tempo? E perch Leonardo avrebbe dedicato ben due ritratti a Caterina Sforza?
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