LETTERATURA: SARTRE E LA DROGA, CON ALLUCINAZIONI VEDEVA ARAGOSTE

ultimo aggiornamento: 26 novembre, ore 13:36
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Parigi, 26 nov. - (Adnkronos) - Jean-Paul Sartre (1905-1980) rincorso da battaglioni di aragoste rosse sugli Champs-Elysees, i grandi viali di Parigi. Era questa una delle ricorrenti allucinazioni del filosofo francese negli anni Settanta, quando si drogava con la mescalina, un potente principio attivo contenuto nel peyote, un cactus di piccole dimensioni che cresce prevalentemente in Messico. Il padre dell'esistenzialismo, che aveva cominciato a sperimentare la sostanza psichedelica gia' a partire dal 1935, quando ormai era piu' che sessantenne era talvolta vittima di allucinazioni dove i ''mostri'' erano crostacei giganti che lo inseguivano. Le allucinazioni con i granchi e le aragoste nelle strade di Pargi erano collegate a una terribile sensazione di un freddo patita da Sartre. La storia finora conosciuta dalla cerchia degli amici intimi del filosofo e' ora rivelata, racconta in un'anticipazione il sito internet della rivista ''Le Nouvel Observateur'', per il grande pubblico da un nuovo libro in uscita negli Stati Uniti, che fornisce precisazioni inedite sul flirt di Sartre con la follia della droga. Il volume si intitola ''Talking with Sartre'' ed e' pubblicato dalla Yale University Press: raccoglie una serie di conversazioni inedite tra l'autore di ''L'essere e il nulla'' e John Gerassi, un professore di scienze politiche del Queens College di New York, i cui genitori frequentavano il filosofo ed i suoi amici intellettuali francesi.

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