Libri: 'Io ti trovero'' di Shane Stevens, ritratto dell'America anni 50-70

ultimo aggiornamento: 02 ottobre, ore 18:21
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Roma, 2 ott. (Adnkronos) -Alla sua uscita negli Stati Uniti, nel 1979, Io ti trovero' e' stato definito dal New York Times "straordinario". Stevens, nom de plume per un autore che scelse tra l'altro di far perdere le sue tracce, vi costruisce una storia agghiacciante, che ha per protagonista uno dei primi serial killer della letteratura, e insieme un ritratto vivido e crudo degli Stati Uniti tra gli anni '50 e '70. A partire da una storia vera, quella di Caryl Chessman, che negli anni Sessanta fu al centro dell'enorme dibattito internazionale sulla pena di morte negli States, in un'epopea violenta e romantica al tempo stesso, Stevens fa entrare i lettori nella mente di un assassino seriale e ricostruisce, attraverso le indagini della polizia e della stampa, e le responsabilita' della politica, un drammatico caso in grado di terrorizzare un'intera nazione.

Una riflessione sulla genesi del male, scevra da ogni moralismo, che si e' conquistata il plauso dei piu' grandi maestri del thriller americano. Stephen King e' uno dei piu' grandi estimatori di Shane Stevens tanto da riconoscergli una vera e propria influenza sulla propria scrittura: in La meta' oscura riprende un personaggio di uno dei suoi romanzi e gli dedica la postfazione del libro in questo modo: "La scelta di questo personaggio e' un omaggio a Mr. Stevens, i cui romanzi sono tra i piu' acuti mai scritti sul lato oscuro dell'American Dream. In queste opere la cosiddetta "mente criminale" e lo stato di psicosi cronica si fondono per creare il male perfetto. Ne raccomando la loro lettura incondizionatamente".

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