Libri: il Novecento degli ultimi in 'Un sogno chiamato Rivoluzione' di Manganaro

ultimo aggiornamento: 30 marzo, ore 19:15

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Roma, 30 mar. - (Adnkronos) - In 'Un sogno chiamato rivoluzione' (Nova Delphi Libri, pagg. 272, 16 euro) Filippo Manganaro racconta, in chiave di romanzo storico, quella parte del Novecento in cui con maggior forza si espresse "la volonta' degli ultimi di tentare la scalata al cielo". In un brillante stile narrativo, seguendo le vicissitudini di cio' che rimane di una famiglia di ebrei russi, il vecchio tipografo Shlomo e sua nipote Chaya, questo libro propone, attraverso la ricostruzione di episodi poco noti o dimenticati, alcuni dei grandi eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso.

La narrazione si snoda cosi' attraverso l'incendio alla Triangle di New York, lo sciopero del 'Pane e le Rose' del 1912, l'occupazione della Bassa California da parte dell'armata anarchica partita dagli Stati Uniti in appoggio alla Rivoluzione zapatista, fino alla conclusione in Spagna, nel 1936, con l'ingresso delle Brigate Internazionali a Madrid. Un ritratto appassionato che tra sogni e speranze, tradimenti e sacrifici, vede protagonisti tutte quelle donne e quegli uomini che nella condivisione di un ideale trovarono la strada per il proprio riscatto sociale.

Filippo Manganaro nato ad Arenzano (Genova) nel 1955, vive attualmente in Brianza. Da sempre interessato alla storia degli Stati Uniti con particolare riferimento ai temi dell'emigrazione e delle lotte sociali, ha pubblicato con Odradek Edizioni una storia del movimento operaio nordamericano dal titolo 'Senza patto ne' legge', antagonismo operaio negli Stati Uniti (2004).


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